Quale impatto delle elezioni americane sui Treasuries

Il risultato del voto di oggi negli States potrebbe risultare meno decisivo di quanto pensiamo per il mercato obbligazionario americano.

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Elezioni USA e impatto sui Treasuries

In queste ore si decide chi sarà alla Casa Bianca per i prossimi 4 anni, se rimarrà Donald Trump o se vi entrerà Joe Biden. L’esito delle elezioni presidenziali, però, potrebbe non avere un grosso effetto sul mercato sovrano americano. La curva dei rendimenti è collassata quest’anno per i Treasuries. A causa della pandemia, la Federal Reserve ha azzerato i tassi e questo ha fatto sì che, ad esempio, il rendimento a 10 anni scendesse al minimo storico inferiore allo 0,60%, mentre a inizio marzo tutte le scadenze sono scese per la prima volta nella storia sotto l’1%. Oggi, il Treasury a 10 anni si aggira intorno allo 0,87%, esattamente 100 punti base in meno di inizio anno.

Cosa accadrebbe nel caso in cui Trump venisse riconfermato per un secondo mandato? In teoria, questa sarebbe una notizia “bullish” per i mercati finanziari. Il tycoon ha spinto la borsa americana verso numerosi nuovi record massimi nei suoi 4 anni alla Casa Bianca, attraverso il maxi-taglio delle tasse alle imprese e alle famiglie, nonché il sostegno agli investimenti pubblici. La sua vittoria farebbe intravedere una politica fiscale improntata sempre su basse tasse e spinta alla crescita dell’economia americana. I capitali fluirebbero sui mercati azionari e ai danni dei titoli di stato, che in qualità di “safe assets” perderebbero parte del loro appeal, al netto della pandemia.

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Lo scenario dell’impasse e l’effetto Covid

E se vincesse Biden? Il mercato si aspetterebbe una politica fiscale ancora più aggressiva, specie se i democratici riuscissero a conquistare anche il Senato. Le tasse verrebbero alzate sulle società e sulle famiglie più ricche, ma la spesa pubblica crescerebbe a ritmi superiori al recente passato, con il fine di sostenere l’economia americana.

In un certo senso, questo scenario deporrebbe da un lato a favore dei Treasuries per via dei tendenziali deflussi dei capitali dall’azionario, dall’altro remerebbero contro le maggiori aspettative di deficit spending.

A conti fatti, che vinca l’uno o l’altro candidato importerebbe poco: i rendimenti dei Treasuries dovrebbero tornare a salire. C’è un terzo scenario, tuttavia, che farebbe la differenza: l’impasse. Se stanotte non vi fosse un chiaro vincitore, con Trump o Biden a fare ricorso contro i risultati, l’esito resterebbe in balia dei riconteggi e dei giudici per settimane. A quel punto, i capitali si metterebbero in fuga verso gli assets più sicuri e per un certo periodo i Treasuries si apprezzebbero, così come il dollaro. I rendimenti scenderebbero e i corsi azionari virerebbero al ribasso.

Certo, questo discorso si complica se teniamo in considerazione la variabile Covid. La seconda ondata dei contagi si è materializzata in tutta Europa con anticipo rispetto alle previsioni, spingendo i governi a imporre nuovi lockdown. Negli stessi USA i contagi accelerano. Più la crisi sanitaria sarà grave a lungo e maggiori i contraccolpi sulle economie. I titoli di stato ne risentirebbero in positivo, con i rendimenti a restare bassi o a contrarsi ulteriormente. I Treasuries si rafforzerebbero per tutte le prossime settimane, al netto di chi presterà giuramento a gennaio per fare il presidente.

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