Primo bond Petronas in dollari dal 2015, mercato malesiano da adocchiare

Nuove obbligazioni in dollari per Petronas dopo 5 anni. La compagnia petrolifera statale della Malaysia fa gola al mercato, così come i bond sovrani di Kuala Lumpur.

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Nuove obbligazioni in dollari per Petronas dopo 5 anni. La compagnia petrolifera statale della Malaysia fa gola al mercato, così come i bond sovrani di Kuala Lumpur.

La compagnia petrolifera statale della Malesia, Petronas, sta per emettere il suo primo bond in dollari USA dal 2015, anno in cui raccolse sui mercati 5 miliardi. La decisione sta maturando ai vertici come conseguenza del momento molto favorevole sul piano finanziario, visto che il ringgit si è rafforzato contro il dollaro di circa il 2,5% dall’agosto scorso, abbassando i costi sostenuti dagli investitori per proteggersi contro le oscillazioni del cambio.

I proventi dell’emissione, la cui entità resta ignota, servirebbero a finanziare parte dei 27 miliardi di dollari necessari per attuare un progetto petrolchimico e per la raffinazione in patria.

Petronas ha al momento sei obbligazioni emesse in dollari e per un controvalore complessivo di 6,5 miliardi, di cui 1,25 miliardi in scadenza nel marzo prossimo. Negli ultimi mesi, complice lo sgonfiamento delle valutazioni obbligazionarie globali, i prezzi di questi bond sono diminuiti, con il titolo in scadenza nel 2022 e cedola 7,785% (ISIN: USY68856AB20) ad avere ceduto l’1,7%, mentre quello in scadenza nel 2025 e cedola 3,50% (ISIN: USY68856AN67) ha perso il 2%. Molto peggio ha fatto per via dell’elevata duration il 2045, cedola 4,50% (ISIN: USY68856AQ98), con un -7,2%.

Questi bond emergenti in dollari e compatibili con la legge islamica rendono molto

Obbligazionario malesiano favorevole?

Moody’s assegna a questi titoli del debito il rating “A2”, il sesto più alto della sua scala e un gradino superiore a quello sovrano. E proprio i titoli di stato della Malesia appaiono abbastanza allettanti in questa fase. I decennali sono passati da un rendimento di oltre il 4% di un anno fa a uno attuale del 3,32%. I trentennali sono passati nello stesso arco di tempo dal 4,83% al 4,04%, guadagnando circa il 13% in termini di prezzo. Standard & Poor’s e Fitch assegnano loro una valutazione “A-“, superiore a quella di cui godono i nostri BTp. Del resto, Kuala Lumpur vanta un debito di poco superiore al 50% del pil, meno di due volte e mezzo inferiore al nostro.

L’inflazione sotto l’1% e i tassi d’interesse al 3% creano un ambiente favorevole anche per il prossimo futuro, offrendo alla Bank Negara Malaysia qualche margine per abbassare il costo del denaro senza impattare sul cambio, alimentando il rally obbligazionario domestico.

Tornando a Petronas, l’emissione che verrà dovrebbe offrire spread non eclatanti sui Treasuries di pari scadenza, se è vero che il bond della compagnia con scadenza nel lontano 2045 rende oggi il 3,23%, solo una novantina di centesimi sopra il trentennale sovrano americano. E si consideri il rischio di cambio per un investitore dell’Eurozona, pur mitigato proprio dallo spread, di per sé capace di salvaguardare almeno il rendimento effettivo, seppure non con certezza quello reale, cioè al netto dell’inflazione.

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