Presto un nuovo BTp in dollari, state attenti alla scadenza

Il Tesoro ha annunciato l'emissione di un nuovo titolo di stato in dollari USA. Buoni i rendimenti sul secondario, ma alto il rischio di cambio.

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Tesoro verso emissione di un nuovo BTp in dollari

Il Tesoro ha annunciato questo lunedì non solo il lancio imminente di un secondo BTp Futura e il primo green bond della sua storia, ma anche una prossima emissione di BTp in dollari. Lo scorso anno, era tornato a collocare sul mercato titoli denominati nella valuta americana per la prima volta dal 2010. Lo ha fatto con un bond suddiviso in tre tranche: a 5, 10 e 30 anni. La risposta del mercato è stata molto positiva e così via XX Settembre sta trattando con la Securities and Exchange Commission (SEC) il nuovo titolo. In teoria, dovrebbe essere riservato agli investitori istituzionali, ma il responsabile per il debito pubblico, Davide Iacovoni, ha dichiarato l’intenzione di aprire al canale retail.

Se si passerà ai fatti, anche il piccolo investitore individuale avrà l’opportunità di impiegare parte dei propri risparmi nel bond. Stando ai rendimenti vigenti sul mercato secondario per le scadenze già emesse, si tratta di un titolo potenzialmente allettante. Il BTp ottobre 2024 e cedola 2,375% (ISIN: US465410BX58) offre l’1,21%, quello che scade nell’ottobre 2029 e cedola 2,875% (ISIN: US465410BY32) il 2,37% e il trentennale ottobre 2049 e cedola 4% (ISIN: US465410BZ07) il 3,42%. A titolo di confronto, i BTp in euro sulle medesime scadenze rendono ormai rispettivamente il -0,05%, meno dello 0,60% e l’1,60%.

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Rischio di cambio in agguato

Detto questo, i maggiori rendimenti offerti dalla curva in dollari sono conseguenza del rischio di cambio. Se il dollaro si deprezza nel corso della durata del titolo, il capitale che verrà restituito alla scadenza o alla previa data di disinvestimento varrà di meno per l’obbligazionista, una volta riconvertito in euro. Le stesse cedole erogate varrebbero gradualmente meno, se man mano fossero convertite. E il cambio euro-dollaro è atteso in apprezzamento nei prossimi anni, sebbene sulla tempistica delle variazioni non esista unanimità di vedute. Probabile che l’euro si mantenga debole fino a quando l’emergenza Covid non sarà cessata del tutto e che inizi a rafforzarsi nei mesi e anni successivi, quando la BCE avvierà il graduale (e parziale?) ritiro degli stimoli monetari.

Sarà di estrema importanza non sbagliare la scadenza su cui investire. Non sappiamo ancora quale sarà quella nuova emessa dal Tesoro, che potrebbe anche decidere di collocare sul mercato una nuova tranche di uno o più titoli vigenti. La curva in dollari risulta costruita per il tratto medio-breve, medio-lungo e ultra-lungo, per cui appare obiettivamente difficile immaginare che il Tesoro opti per fissare una nuova scadenza, a meno che non voglia puntare sui 20 anni.

Nuovo BTp in dollari: serve costruire la curva

Le scadenze medio-brevi risultano le più esposte al rischio di cambio per quanto sopra spiegato, mentre quelle più longeve dovrebbero mettere al riparo il capitale rimborsato all’obbligazionista, sebbene accuserebbero i maggiori cali di prezzo con il ripiegamento del dollaro. E ciò sarebbe un problema grosso nel caso si volesse disinvestire. Per il resto, valgono le stesse considerazioni per un BTp in euro: il rischio di credito è sostanzialmente quasi nullo, ma la volatilità potrebbe risultare elevata, specie in un contesto di rialzo dei tassi, penalizzante per un’economia debole e oberata dal debito pubblico come l’Italia.

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