Pressing di Draghi sull’unione bancaria. Bond USA in rialzo in attesa della Fed

Investitori in attesa della prossima riunione della Federal Reserve. Treasury decennale sopra il 3%. Draghi: avanti con l'unione bancaria europea

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Investitori in attesa della prossima riunione della Federal Reserve. Treasury decennale sopra il 3%. Draghi: avanti con l'unione bancaria europea

Dobbiamo affrontare gli ostacoli che stanno bloccando una piú profonda integrazione finanziaria. Abbiamo giá compiuto passi importanti in questa direzione con la creazione della vigilanza bancaria europea, di un regolamento armonizzato e del meccanismo di risoluzione unico. C’è stata anche una riduzione consistente del rischio nel sistema bancario, con l’aumento del capitale, la riduzione della leva finanziaria e la riduzione degli npl, ma c’è ancora lavoro da fare“.

Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, intervenendo durante una conferenza presso la Hertie School of Governance a Berlino, aggiungendo che i passi ancora da compiere in questa direzione includono “il completamento delle operazioni di risanamento dei bilanci bancari e la rimozione delle barriere regolamentari e di vigilanza che ostacolano le attivitá transfrontaliere“. Nel frattempo i leader europei si sono incontrati ieri a Salisburgo per cercare di trovare un accordo sulla Brexit. L’ostacolo più grande resta la questione dei confini tra Regno Unito e Irlanda. All’incontro di ieri ha partecipato anche il premier inglese Theresa May. Oggi il primo ministro invece ha un meeting con la sua controparte irlandese, Leo Varadkar, mentre i leader Ue si riuniranno nuovamente all’ora di pranzo per discutere sui dettagli tecnici dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

Titoli di Stato

Il rendimento del Treasury decennale ha continuato a salire ieri, chiudendo su livelli che non si vedevano da maggio. Nel dettaglio il costo di finanziamento ha archiviato la seduta al 3,081%, in rialzo per il quinto giorno consecutivo, la striscia più lunga da aprile, rispetto al 3,048% di martedì. L’escalation della guerra dei dazi tra Washington e Pechino non ha spinto gli investitori verso gli asset sicuri e i costi di finanziamento dei titoli di Stato Usa hanno continuato a salire. Questo perchè, a detta degli analisti, le tariffe che Stati Uniti e Cina sono pronti a implementare sono meno dure di quanto previsto. Inoltre, l’ampio ammontare di emissioni di bond da parte delle aziende Usa sta creando pressione sull’obbligazionario, spingendo al rialzo i rendimenti. Infine gli operatori restano in attesa della prossima riunione del Fomc, in cui il braccio operativo della Federal Reserve dovrebbe alzare nuovamente i tassi di interesse, vista la soliditá macroeconomica degli Stati Uniti.

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Argomenti: Btp