Prada non teme rivali: bond da 130 milioni, ma solo per pochi

Collocato un bond in euro presso investitori privati con tasso al 2,75% che servirà per migliorare il profilo di indebitamento del gruppo moda italiano. Caratteristiche e vantaggi dei “private placament”

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Collocato un bond in euro presso investitori privati con tasso al 2,75% che servirà per migliorare il profilo di indebitamento del gruppo moda italiano. Caratteristiche e vantaggi dei “private placament”

Anche Prada si lancia sul mercato obbligazionario con un bond.  Approfittando dei bassi tassi di interesse e in considerazione del profilo discrezionale del management, la maison milanese quotata alla borsa di Hong Kong, ha messo a segno un private placement da 130 milioni di euro. L’operazione – secondo quanto riportato da Radiocor – è stata chiusa con successo il 25 Luglio. I titoli di debito hanno scadenza a cinque anni, offrono un coupon pari al 2,75% e sono destinati a investitori istituzionali. Grazie a questo collocamento – segnalano gli esperti del settore – il gruppo della moda è riuscito a ottenere un finanziamento sui mercati internazionali a tassi molto vantaggiosi sfruttando la finestra favorevole che si era aperta nella seduta odierna. il private placement rappresenta un finanziamento conveniente a medio termine per l’azienda e i proventi verranno usati per l’attività della società e delle sue controllate. A fine 2012, Prada aveva una posizione finanziaria netta positiva per 312,6 milioni di euro.

 

Il private placement Prada, caratteristiche e vantaggi

 

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Il bond, benché di piccole dimensioni e collocato in forma “privata” potrà comunque essere negoziato sul mercato Otc fra investitori professionali o qualificati, qualora i sottoscrittori iniziali intendessero cederlo in tutto o in parte, nel rispetto delle clausole (covenants) che ne regolano il contratto di sottoscrizione. Il “private placament”, a differenza dei collocamenti ordinari, è  un’operazione attraverso la quale gli emittenti offrono strumenti finanziari che vengono collocati presso un numero ristretto di investitori istituzionali o anche uno solo di essi. L’emittente concorda con una ristretta e selezionata cerchia di investitori le caratteristiche tecniche dell’emissione (volume, prezzo, ecc.) ponendo a volte dei vincoli temporali prima della cessione parziale o totale dei titoli presso terzi, fermo restando gli obblighi che stanno in capo al debitore sul rimborso e la corresponsione degli interessi.

Spesso, quindi, dopo un certo periodo iniziale seguente all’offerta, è possibile trovare sul mercato controparti disposte a negoziare i titoli. Il vantaggio, almeno inizialmente, è dato dal fatto che il prezzo del bond rimane stabile e suscettibile di minime variazioni in base alle fluttuazioni del mercato in generale. Capita però che, in ragione di particolari collocamenti di grosse o medie dimensioni destinate al retail o a investitori istituzionali con quotazione su una borsa internazionale, una piccola quota venga comunque riservata come “private placament” alle stesse condizioni dell’emissione principale. In quel caso l’andamento dei prezzi seguirà le quotazioni dei bond quotati.

 

 

Ricavi Prada in forte crescita nel 2012 (+29%) e previsioni di rialzo per il 2013

 

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Prada è e rimane uno dei drivers trainanti del made in Italy in mezzo al mare in tempesta della recessione economica. Il gruppo milanese della moda ha registrato nell’esercizio 2012, ricavi per 3.297 milioni di euro, in crescita del 29% rispetto allo stesso periodo del 2011 (+23% a cambi costanti). Le vendite sono cresciute del 19% in Italia, del 36% nel resto d’Europa, del 33% nell’area dell’Asia-Pacifico, del 23% nelle Americhe e del 14% in Giappone. Il che è tutto dire se si raffrontano questi numeri col periodo congiunturale in atto. “In un anno caratterizzato da particolare complessità del contesto economico internazionale, il Gruppo ha realizzato un ulteriore importante progresso nel suo percorso di crescita, consolidando la sua posizione ai vertici del settore del lusso” – ha commentato Patrizio Bertelli – amministratore delegato di Prada. “La forza dei nostri brand, la capacità di interpretare ed anticipare le tendenze del mercato e il network retail distribuito a livello globale continueranno ad essere gli elementi su cui basare la nostra strategia di crescita di lungo periodo”. Nel corso dell’anno, il gruppo ha continuato ad ampliare il network retail con l’apertura di 78 nuovi negozi portando, a fine gennaio 2013, il totale dei DOS (Directly Operated Stores) a 461. A livello geografico l’Italia ha registrato un +19%, l’Europa è salita del 36% (+33% a cambi costanti), l’area Asia Pacifico del 33% (+23% a cambi costanti), l’America del 23% (+15% a cambi costanti) e il Giappone del 14% (+8% a cambi costanti). Ma la crescita continua in maniera costante. Il primo trimestre dell’anno si è infatti chiuso con un giro da’affari in crescita del 13,9% a 782,3 milioni di euro rispetto ai 686,7 milioni di un anno prima.

Rialzi a doppia cifra delle vendite nei mercati americani e dell’Asia/Pacifico, mentre quello europeo è rimasto sostanzialmente invariato. In crescita anche l’utile netto che si è attestato a 138,2 milioni di euro dai 121,7 milioni dell’analogo periodo nel 2012.

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