Popolare Vicenza perde 1,9 miliardi nel 2016, chiude il ristoro coi soci ed eviterà il bail in

Chiusa l’offerta di ristoro col 72,9% di adesioni. Persi 1,9 miliardi nel 2016, si avvicina l’aumento di capitale con garanzia statale

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Chiusa l’offerta di ristoro col 72,9% di adesioni. Persi 1,9 miliardi nel 2016, si avvicina l’aumento di capitale con garanzia statale

Troppo facile sparare contro un ferito a terra. Così certa stampa becera italiana, che non eccelle certamente per competenza finanziaria, crocefigge le due banche venete ipotizzando addirittura l’azzeramento di azioni e bond subordinati (bail in) all’indomani della pubblicazione dei dati di bilancio 2016 e dell’offerta di ristoro agli azionisti.

 

L’operazione, come noto, si è chiusa con l’adesione per Banca Popolare di Vicenza del 72,9% degli azionisti che corrisponde al 70,3% delle azioni in circolazione.

Il risultato è sotto l’attesa stimata dai vertici di Bpvi che stabiliva come soglia minima accettabile l’80% della platea dei soci, ma c’è da dire che molti sono risultati irreperibili o irraggiungibili, per cui l’eventuale contenzioso potrebbe limitarsi a una piccola percentuale di azionisti. Bisognerà poi vedere quanti di questi sarebbero disposti a fare causa alla banca, considerando i costi legali e i tempi della giustizia italiana. Ecco perché, l’Ad Fabrizio Viola ritiene comunque che l’operazione si sia conclusa con successo e molto probabilmente Bpvi adempierà all’offerta di ristoro a 9 euro per azione accettando anche una percentuale più bassa del 80%.

 

Popolare Vicenza chiude il 2016 con 1,9 miliardi di perdite

 

Banca Popolare di Vicenza ha pubblicato anche i conti relativi all’esercizio 2016, conclusosi con una perdita di 1,9 miliardi di euro (1,4 miliardi nel 2015), derivante per lo più da accantonamenti e rettifiche per 1,72 miliardi. Per effetto, la copertura dei crediti deteriorati è salita al 48,5%, mentre quella delle sofferenze al 62,2%. I Ratio patrimoniali pro-forma2 (cet1 ratio 8,21% e total capital ratio 9,61%), benché brutti da vedersi, sono risultati superiori ai minimi regolamentari, ma inferiori al target srep 2016 (cet1 10,25%). Dati che comunque indicano che Bpvi è solvibile e quindi potrà accedere agli aiuti di Stato (già richiesti) sottoforma di ricapitalizzazione precauzionale. “Il problema, semmai – osserva un analista di Unciredit – è la liquidità, perché in Bpvi è proseguita nel secondo semestre 2016 l’emorragia di capitali con un calo della raccolta diretta di oltre il 14% su base annua, proprio a causa di una parte della stampa italiana che ha attaccato allegramente e ingiustamente l’istituto bancario veneto, un tempo polmone creditizio (insieme a Veneto Banca) del tessuto industriale e imprenditoriale della regione, aleggiando lo spettro del bail in anche dopo che il Fondo Atlante ha provveduto per due volte a ricapitalizzare la banca.

” Per questo Bpvi ha chiesto alla Banca d’Italia e al Ministero dell’Economia di poter emettere altre obbligazioni con garanzia dello Stato fino a un massimo di 2,2 miliardi con una durata di 3 anni.

 

Bpvi emetterà altri bond garantiti dallo Stato

 

Cosa succederà adesso? Probabile che a breve verranno rese note le cifre per il fabbisogno di capitale e che si procederà quindi con la ricapitalizzazione, per la quale il Fondo Atlante, azionista di Bpvi, non ha ancora manifestato le proprie intenzioni. “La realizzazione nel corso dell’anno dei necessari interventi di rafforzamento patrimoniale – recita una nota della banca – rappresenta un presupposto per la continuita’ aziendale e per il positivo completamento dell’operazione di fusione, che si ritiene possa consentire un’accelerazione del processo di ripresa dell’attivita’ commerciale e porre le basi per significative sinergie sul fronte dei costi. Con specifico riferimento alle azioni di rafforzamento patrimoniale – prosegue il comunicato di Bpvi – la banca, nell’ambito delle modalita’ di reperimento dei capitali necessari ad implementare la citata ricapitalizzazione e in mancanza, allo stato, di una chiara espressione di volonta’ da parte dell’azionista di controllo di effettuare ulteriori interventi di sostegno patrimoniale, ha comunicato al MEF, Banca d’Italia e BCE l’intenzione di accedere al sostegno finanziario straordinario e temporaneo da parte dello Stato italiano (“ricapitalizzazione precauzionale”). Tale intervento viene considerato come la piu’ realistica opzione di ricapitalizzazione in quanto operazioni di mercato sembrano difficilmente percorribili; al tempo stesso la realizzazione di un esercizio di Liability Management (es. conversione volontaria di obbligazioni subordinate in capitale) appare particolarmente complessa e di incerta esecuzione. Tuttavia, occorre evidenziare che anche la ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato e’ un processo articolato e complesso, che richiede la preventiva decisione della Direzione Generale della Concorrenza (DG Comp) della Commissione Europea sulla compatibilita’ dell’intervento con la normativa in materia di aiuti di Stato i cui esiti sono allo stato incerti”.

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