Popolare Vicenza: clima teso e bond in sofferenza

L’istituto ha presentato domanda di ammissione in borsa, mentre la Procura ipotizza associazione a delinquere sulla passata gestione

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L’istituto ha presentato domanda di ammissione in borsa, mentre la Procura ipotizza associazione a delinquere sulla passata gestione

Si fa sempre più rovente il clima in vista dell’assemblea dei soci della Banca Popolare di Vicenza. Sabato 5 marzo si voterà infatti la trasformazione in s.p.a. con relativa quotazione in borsa delle azioni con annesso aumento di capitale da 1,75 miliardi di euro (già salito di 250 milioni rispetto alle previsioni dello scorso dicembre). Benchè l’esito sia abbastanza scontato per l’approvazione, come avvenuto per Veneto Banca, i soci sono imbufaliti, non solo per il crollo del valore delle azioni, ma anche per quanto sta emergendo dalle indagini della Procura vicentina che riguarda ipotesi di associazione a delinquere e falso in bilancio. “Ci troviamo di fronte ad un’organizzazione strutturata – ha detto il Procuratore capo di Vicenza – all’interno della quale alcune persone avrebbero operato, con una struttura gerarchica e ben organizzata, per mettere a segno un numero indefinito di reati”. Episodi che avrebbero portato al dissesto dei conti della banca e a un aumento sconsiderato del livello delle sofferenze. Nel frattempo, in borsa, le obbligazioni subordinate continuano a manifestare debolezza. Il bond high yield da 200 milioni (XS1300456420) recentemente collocato presso investitori istituzionali al prezzo di 95 tratta poco sotto 60 e offre un rendimento a scadenza del 20%.     Popolare Vicenza darà in gestione 1,5 miliardi di sofferenze   La gestione del credito deteriorato è, infatti, uno dei fronti aperti per la Banca Popolare di Vicenza, come del resto per gran parte degli istituti di credito italiani. Secondo quanto risulta a Milano Finanza, il gruppo guidato da Francesco Iorio avrebbe messo in cantiere un ampio progetto di gestione esternalizzata delle sofferenze per un valore nominale complessivo fino a 1,5 miliardi di euro. Attraverso un processo di gara competitiva l’istituto berico punterebbe a individuare uno o più servicer che prendano in carico gli stock mettendo in campo ogni strumento di supporto. Il dossier avrebbe già iniziato a circolare tra gli operatori specializzati riscuotendo un discreto interesse iniziale, soprattutto per la composizione del portafoglio. Accanto ai chirografari infatti lo stock comprenderebbe anche numerosi crediti garantiti da immobili di pregio. Il processo comunque sarebbe ancora soltanto alle battute iniziali e dovrebbe prendere quota nell’arco della primavera per concludersi presumibilmente dopo la quotazione in Piazza Affari.

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Argomenti: Banca Popolare di Vicenza, Obbligazioni High Yield, Obbligazioni subordinate