Più bond e meno azioni in portafoglio nel secondo semestre del 2021?

Forte crescita del mercato azionario e fuga dall'obbligazionario sovrano nel corso della prima metà dell'anno. Ecco perché potrebbe accadere il contrario.

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Bond e azioni in portafoglio

E’ stata una prima metà dell’anno record per le azioni. L’indice S&P 500 è salito di circa il 14,5%, mai così tanto dal 1998. Le borse festeggiano da mesi la prevista fine della pandemia. Le vaccinazioni, specie in Europa e Nord America, avanzano e i contagi scendono, così come il numero dei morti da Covid. I governi hanno iniziato da settimane ad allentare le restrizioni disposte sin dal 2020. I bond hanno iniziato a ripiegare sulle migliorate prospettive per l’economia mondiale. I rendimenti sono schizzati dagli USA all’Eurozona, scontando l’accelerazione dell’inflazione e la maggiore propensione al rischio sui mercati.

E nel secondo semestre del 2021? Dovremmo inserire in portafoglio ancora più azioni o tornare a guardare ai bond? Di certo, c’è che gli investitori stanno scommettendo sul ritorno alla normalità. E le condizioni sopra accennate lascerebbero supporre che ciò sia possibile, pur gradualmente. La Federal Reserve si mostra più “falco” con la prospettiva di un doppio rialzo dei tassi entro il 2023. Nel frattempo, la BCE si manterrà ultra-accomodante fino a settembre, mentre successivamente potrebbe iniziare a ridurre gli acquisti settimanali con il PEPP.

Ma la discesa stessa dei bond sembra essersi arrestata già a maggio. E una delle cause possibili sarebbe la variante Delta. Nel Regno Unito, sta provocando un’esplosione dei contagi giornalieri, saliti ieri a 27.556. E’ il dato più alto da gennaio. E questo, in un paese dove le vaccinazioni sono state molto veloci. Londra ha persino dovuto rinviare di un mese le riaperture pressoché totali, mentre la UEFA ha disposto il divieto di vendita dei biglietti per entrare negli stadi ai cittadini britannici all’estero.

In Asia, dove la lotta al Covid si era rivelata la più immediata ed efficace nel mondo, le vaccinazioni stanno andando molto a rilento, minacciando tra l’altro l’arresto della diffusione del virus.

La stessa inflazione nell’Eurozona a giugno ha segnalato una minima decelerazione. Stessa cosa per quella di fondo, che esclude i generi alimentari e i prodotti energetici, passata da 1% a 0,9%. E sono tutte buone notizie per i bond. Forse, le borse hanno fatto il passo più lungo della gamba, dato per certo un autunno sereno e la fine imminente di tutte le restrizioni. Ma la variante Delta rischia di coglierci di sorpresa. Se malauguratamente accadesse, l’appetito per i bond risalirebbe per via della minore propensione al rischio e di aspettative d’inflazione più “fredde” per il medio-breve termine.

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