Pir: ok del Senato a quelli del mattone

I risparmiatori potranno investire anche in PIR dedicati "al mattone" per il rilancio del comparto immobiliare

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I risparmiatori potranno investire anche in PIR dedicati

Strada spianata per i Pir del mattone: nella riunione del 21 novembre sono stati ufficialmente respinti dalla Commissione Bilancio del Senato gli emendamenti presentati da M5Stelle e Mdp e che miravano alla soppressione dell’art.11. La Commissione ha riconosciuto al comparto immobiliare valenza produttiva per l’economia del Paese andando così ad annoverare il real estate tra gli asset e strumenti finanziari su cui possono investire i Piani individuali di Risparmio varati un anno fa.

Nei prossimi giorni l’iter parlamentare del provvedimento proseguirà, “ma con maggiore consapevolezza di quanto sia importante tutelare immobili e investimenti che concorrono a sviluppare e rendere più funzionali città e territori”, ha spiegato Paolo Crisafi, direttore generale di Assoimmobiliare, “coinvolgendo peraltro un mondo assai vasto e variegato, che spazia dai costruttori agli enti locali, dal sistema bancario a quello assicurativo, e le rispettive associazioni di categoria: Ance, Ania, Abi e Anci, per il bene del Paese”.

Ulteriori emendamenti alla Legge di bilancio (Pir inclusi), in questo caso presentati dal governo, potranno essere solo migliorativi. Ma l’eventualità è ritenuta improbabile sia perché a questo punto non si vuole più modificare l’impianto della Legge di bilancio sia perché non si vuole toccare la normativa dei Pir in vigore ma semplicemente aprirla anche al mattone. Quella approvata dal Senato viene considerata dunque la forma definitiva del documento: il calendario istituzionale non è ancora stato reso noto, ma la prossima settimana dovrebbe passare al vaglio della Camera dei deputati, che appunto non dovrebbe apportare particolari modifiche.

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Argomenti: PIR

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