PIR: la raccolta sale a 11,5 miliardi a un anno dal debutto

11 miliardi di raccolta e 500mila nuovi investitori conquistati. Assogestioni presenta i dati al Salone del Risparmio

di Mirco Galbusera, pubblicato il
11 miliardi di raccolta e 500mila nuovi investitori conquistati. Assogestioni presenta i dati al Salone del Risparmio

Ad appena un anno dal debutto il successo dei PIR, i Piani Individuali di Risparmio, è una realtà. Il Salone del Risparmio 2018 è stata l’occasione per fare il punto: il consuntivo 2017 ha confermato le buone sensazioni dei mesi precedenti certificando come l’impatto dei PIR sull’industria del risparmio gestito sia stato travolgente.

L’investimento medio dei PIR in azioni e obbligazioni di emittenti non appartenenti all’indice Ftse Mib si attesta al 43% del portafoglio – pari a 6,8 miliardi di euro – più del doppio del minimo imposto dalla normativa per godere dei benefici fiscali. È questa una delle evidenze emerse dall’analisi sui Piani Individuali di Risparmio a cura dell’Ufficio Studi di Assogestioni presentata al Salone del Risparmio, nella conferenza dal titolo ‘Il successo dei PIR: numeri e investimenti ai raggi X’.

11 miliardi di raccolta e 500 mila nuovi investitori conquistati. Apprezzati dai risparmiatori in particolare per i vantaggi fiscali che offrono, i Piani Individuali di Risparmio si sono imposti come un’innovativa fonte di raccolta di mezzi finanziari per la crescita e lo sviluppo delle piccole e medie imprese: nel 2017 hanno raccolto circa 11 miliardi di euro, pari all’11% della raccolta netta dell’intera industria italiana del risparmio gestito nel corso dei dodici mesi. I risparmiatori italiani che investono nei PIR sono già 800 mila e sono più di 500 mila i sottoscrittori che si affidano per la prima volta ai fondi comuni. E il trend è in forte crescita.

IMPATTO POSITIVO – “C’è un generale consenso sul fatto che i PIR siano uno strumento che, in questa sua prima fase, ha dato un’ottima prova di sé. L’impatto sul mercato azionario italiano, soprattutto sui suoi segmenti meno capitalizzati, è stato positivo”, ha spiegato Alessandro Rota, Direttore Ufficio Studi Assogestioni.

PROSPETTIVE ROSEE – Secondo Fabio Galli, Direttore Generale Assogestioni, proprio grazie all’impatto che hanno avuto, i PIR sono destinati a evolvere: “Il mercato azionario italiano ha molto beneficiato dell’aumento di liquidità, diverse imprese si stanno avviando al percorso, complesso ma premiante, della quotazione. L’effetto sul mercato del reddito fisso diverrà via via maggiore”.

PIR E FUTURO – Anche Matteo Zanetti, Confindustria e Aim Italia, guarda allo sviluppo futuro: “Continuiamo a lavorare affinché le grandi risorse raccolte dai PIR arrivino all’intero sistema industriale, anche alle imprese non quotate, perché si possa colmare il divario fra mercati dei capitali ed economia reale”.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: PIR