Pir: per Intermonte entro 2018 asset gestiti a 25,9 miliardi

Nel 2017, il loro primo anno di vita, i Pir hanno raggiunto masse per 15,8 miliardi, ma si prevede un'incremento quasi doppio per il 2018

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Nel 2017, il loro primo anno di vita, i Pir hanno raggiunto masse per 15,8 miliardi, ma si prevede un'incremento quasi doppio per il 2018

Anche in questi primi mesi del 2018 i fondi legati ai Pir continuano a marciare con lo stesso ritmo di raccolta del 2017 che aveva battuto le attese iniziali chiudendo vicino a quota 11 miliardi, pari all’11% dei flussi netti dell’intera industria italiana del risparmio gestito nel corso dei 12 mesi (97,4 miliardi). Nel 2017, il loro primo anno di vita, i Pir hanno raggiunto masse per 15,8 miliardi, di cui circa 4 miliardi da fondi pre-esistenti (alcuni comparti già operativi sono stati adeguati alle nuova normativa sui Pir).

Intermonte sim, si legge su Milano Finanza, ha previsto asset in gestione per i Pir nel 2021 a 60 miliardi, quattro volte più di oggi. “Rimaniamo positivi sul settore mid-small cap e pensiamo che i flussi sui Pir possano continuare a sostenere questa asset class e favorire l’arrivo in borsa di nuove ipo nel corso del 2018“, ha dichiarato il partner Gianluca Parenti. In particolare, la società si aspetta flussi netti pari a 10,2 miliardi e asset in gestione a fine 2018 a 25,9 miliardi.

Una parte di questi flussi sarà investita nelle Pmi italiane, come impone la normativa. “Nonostante la volatilità in aumento, i nostri analisti vedono ancora buone opportunità tra le Pmi quotate italiane, ma ci vuole una certa selettività“, aggiunge Parenti. “Il timore che un flusso forte di investimenti portasse i gestori a essere meno selettivi si è rivelato infondato“. Ora è invece importante che il futuro governo continui ad accompagnare il provvedimento. “In Francia e Gran Bretagna questi strumenti si sono evoluti nel tempo e oggi hanno importanti masse in gestione. Speriamo che avvenga lo stesso in Italia“.

Dal punto di vista dell’universo di small e mid cap a cui guardare oggi c’è invece una preferenza verso le società più esposte all’economia domestica che continua a dare segnali di miglioramento. Segnali positivi arrivano anche dal punto di vista delle ipo. “Stiamo lavorando a diversi dossier e vediamo sempre maggior interesse da parte degli imprenditori, quindi ci aspettiamo nuovi debutti prima dell’estate“, ha concluso Parenti.

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Argomenti: PIR