PIR: Doris, porteranno nuove società in borsa

Secondo il banchiere di Banca Mediolanum, grazie ai PIR le quotazioni di small e medium cap saliranno e nuove società arricchiranno Piazza Affari

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Secondo il banchiere di Banca Mediolanum, grazie ai PIR le quotazioni di small e medium cap saliranno e nuove società arricchiranno Piazza Affari

Introdotti con la Legge di Bilancio del 2016, i PIR rappresentano una nuova forma di investimento a sostegno dell’economia reale dell’Italia. Prevedono infatti un’allocazione minima del 70% in strumenti finanziari emessi da aziende italiane o europee operanti in Italia e, se l’investimento viene mantenuto per almeno cinque anni e se sono rispettate tutte le condizioni previste dalla Legge, non si paga alcuna tassa sul rendimento ottenuto.

 

I Pir (Piani individuali di risparmio) sono “un’occasione da non perdere per il Paese“. Lo ha detto a Il Messaggero il presidente di Banca Mediolanum Ennio Doris spiegando che i rischi di una possibile bolla sono “un timore di chi guarda al passato e non si è accorto del cambiamento in atto. Le richieste di quotazione in Borsa saranno una valanga“.

Quando a gennaio è arrivata la legge ho colto subito l’opportunità imperdibile per un Paese bancocentrico, che non ha un mercato finanziario sviluppato e quindi soffre delle crisi di liquidità – ha spiegato Doris – soprattutto se le imprese camminano con la palla al piede rispetto alle concorrenti estere, strette tra pressione fiscale, rigidità del mercato del lavoro e burocrazia varia“. “Con l’agevolazione fiscale – ha proseguito il banchiere– il Governo ha messo la palla nel campo dei privati. Chi investe nei Pir e aiuta l’economia viene premiato. Funziona così. Dunque, qualsiasi imprenditore dovrebbe mettere un chip. Se no, inutile lamentarsi dopo. E’ nell’interesse generale che tutto il mercato del risparmio scenda in campo“.

Il mercato sta cambiando. A piazza Affari – ha continuato il presidente di Mediolanum- sono quotate oltre 300 società, ma è in arrivo una valanga. In pochi anni saranno 1.000-1.500 le nuove società quotate. Solo da noi si sono affacciate oltre una decina di società per debuttare sul mercato. Parliamo del 10% delle società oggi quotate all’Aim. Finalmente la Borsa rappresenterà l’economia italiana. Un’economia che esporta nel mondo. E sarà quindi garantita anche la diversificazione“. Il rischio di bolla, ha concluso, “non esiste. Tanta liquidità sarà distribuita sulle migliaia di società che debutteranno sul mercato“.

 

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Argomenti: PIR