Perché lo spread BTp-Bund ieri è schizzato e da oggi potrebbe riscendere

Rendimenti italiani in crescita ieri, mentre quelli tedeschi sono diminuiti. Il divario tra Italia e Germania è risalito, vediamo perché.

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I rendimenti dei titoli di stato italiani sono risaliti ieri

Lo spread BTp-Bund a 10 anni ieri si è riportato sopra 140 punti base, in netta crescita dai meno di 130 della seduta precedente. Il rendimento sovrano dell’Italia è schizzato allo 0,78%, mentre quello tedesco è sceso al -0,63%, tornando ai minimi dal marzo scorso. I mercati finanziari hanno scontato con qualche ora di anticipo l’imposizione di nuove restrizioni nelle due principali economie dell’Eurozona: Francia e Germania. La prima ha annunciato con un discorso televisivo del presidente Emmanuel Macron un nuovo lockdown fino all’1 dicembre, consentendo alle scuole di rimanere aperte. La cancelliera Angela Merkel, invece, ha optato per la chiusura di bar e ristoranti.

Lo spread BTp-Bund tornerà a salire dopo le parole di Conte sul MES?

Queste misure arrivano dopo il semi-lockdown dell’Italia, arrivato domenica scorsa con l’ultimo Dpcm del governo Conte. Un po’ tutti gli stati stanno tornando alle restrizioni della primavera scorsa, pur un po’ più morbide. Ma questo significa che la ripresa nell’Eurozona si allontana e il rischio sovrano a carico degli stati fiscalmente più deboli teoricamente si acuisce. E così, gli investitori si sono rimessi a caccia di “safe assets”, tra cui spiccano i Bund, vendendo i titoli di stato percepiti più rischiosi, BTp in testa.

In effetti, se l’economia nell’area rimarrà depressa più a lungo delle previsioni, il debito pubblico negli stati del Sud Europa diverrà ancora più alto e meno sostenibile. Viste le cose da questa prospettiva, i movimenti dello spread BTp-Bund hanno un senso. Oggi, tuttavia, il differenziale si mostra abbastanza stabile e c’è una ragione specifica per questa scarsa reazione dopo gli annunci di ieri. Non solo erano stati scontati, ma in queste ore si tiene il penultimo board dell’anno della BCE.

Nel primo pomeriggio sapremo se Francoforte avrà potenziato gli stimoli monetari o se abbia optato per rinviare l’ulteriore allentamento per dicembre.

Cosa succede oggi

Se la BCE reagirà all’aggravamento della crisi sanitaria e delle prospettive economiche a breve e medio termine con l’aumento degli acquisti di assets, il discorso che abbia fatto sopra verrà grosso modo meno. Il maggiore rischio sovrano verrebbe spento sul nascere dal fatto che l’istituto incrementerebbe il sostegno ai governi dell’Eurozona, di fatto “monetizzandone” tutte le maggiori emissioni nette. E poiché l’inflazione per questa fase non è avvertita affatto come una minaccia, anzi si teme lo scivolamento dell’area della deflazione, le resistenze nel board a una nuova “sfornata” di stimoli non dovrebbero mostrarsi insuperabili.

Per questo, già da questo pomeriggio lo spread potrebbe restringersi nel caso di intervento immediato della BCE o di annuncio convincente di nuovi stimoli in arrivo tra poche settimane. Se così non fosse, al contrario rischierebbe di allargarsi ancora un po’. Tuttavia, dovremmo escludere gli scenari estremi. Difficile che la paura riesca a generare un’impennata come avvenne a marzo, anche perché allora la BCE intervenne con nuovi stimoli a pochi giorni di distanza dal board ufficiale, dopo una riunione straordinaria. E così sarebbe anche stavolta. In pratica, per quanto indisposti potranno mostrarsi i mercati dopo oggi, sanno anche che se la situazione continuasse a peggiorare nell’area, Francoforte non attenderebbe necessariamente il prossimo board di dicembre per aumentare il suo sostegno ai governi. Dunque, spread tra un ritorno ai livelli dei giorni scorsi e possibili aumenti limitati.

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