Perché la seconda ondata di contagi Covid fa bene ai BTp e restringe lo spread

L'emergenza pandemia sostiene i titoli di stato italiani, con lo spread a 10 anni tornato ai minimi dall'aprile scorso. Rendimenti mai così bassi, vediamo perché.

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Il boom dei contagi premia i BTp

I rendimenti dei titoli di stato italiani a 10 anni non erano mai stati così bassi. Stamattina, viaggiano poco sopra lo 0,70% e riducono il differenziale con i Bund di pari durata a soli 123 punti base, ai minimi dall’aprile scorso. Nel suo momento peggiore, dunque, l’Italia riesce a finanziarsi sui mercati dei capitali a costi bassissimi. Sembra un paradosso, visto che a fine anno dovremmo chiudere con un rapporto debito/pil in area 160%, ma si spiega facilmente. La BCE ha potenziato i suoi stimoli monetari a marzo, varando il PEPP per 750 miliardi e portandolo a 1.350 miliardi a giugno. In più, ha stanziato altri 120 miliardi per il “quantitative easing” e ha annunciato nuove aste T-Ltro con cui iniettare liquidità alle banche dell’Eurozona a tassi negativi fino al -1%.

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Grazie a questa politica monetaria ultra-espansiva, i governi di tutta l’area stanno potendosi indebitare senza alcun problema sul fronte dei costi. Le emissioni nette di bond vengono coperte totalmente dagli acquisti di Francoforte. Con la seconda ondata dei contagi in corso, questo meccanismo risulta accentuato, come dimostrano i rendimenti italiani. Il fatto è che più il Covid allarma il Vecchio Continente e rende maggiore il bisogno di proseguire e finanche potenziare l’accomodamento monetario.

Il governatore Christine Lagarde ha espressamente dichiarato che sia la politica monetaria che quella fiscale debbano rimanere espansive, con ciò allontanando l’ipotesi di un ritorno ai vincoli di bilancio stringenti subito dopo la fase emergenziale. Non solo. Gli analisti e gli stessi investitori iniziano a scontare l’irrobustimento del PEPP entro Natale, oltre al taglio dei tassi overnight.

Comprare BTp e altri bond governativi appare, quindi, una mossa speculativa azzeccata, in previsione di un’accresciuta domanda a breve.

Italia meglio di Spagna e Francia

La seconda ondata dei contagi, poi, rimarca al momento la migliore posizione dell’Italia rispetto ai principali partner europei. I nuovi casi giornalieri sono ancora mediamente meno della metà della Spagna e un terzo della Francia. Solo la Germania tra le grandi fa meglio. Questo significa che il rischio di un secondo “lockdown” e il connesso bisogno di emettere ancora più debito per affrontare l’emergenza sanitaria siano più elevati per Parigi e Madrid. In un certo senso, i BTp stanno migliorando il loro appeal rispetto ai Bonos, in particolare. Di fatti, lo spread a 10 anni con i titoli spagnoli si è ridotto entro i 55 punti base, la metà dei livelli di inizio maggio. E all’apice delle tensioni finanziarie di quest’anno, cioè a marzo, superava i 200 punti.

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Più l’emergenza è grave in giro per l’Eurozona e maggiore la necessità di una BCE accomodante più a lungo. Questo scenario induce ovunque il mercato a ripararsi negli assets più sicuri, ma il vantaggio per i BTp risiede proprio nella differenza a nostro favore tra i nuovi positivi italiani e quelli spagnoli, francesi, etc. Paradossalmente, la gravità della situazione fa tirare un sospiro di sollievo al nostro Tesoro.

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