Perché la BCE aumenterà il PEPP dopo la sentenza tedesca per difendere i BTp

Gli acquisti di bond con il programma di emergenza della BCE contro il Coronavirus sembrano destinati a crescere nei prossimi mesi, malgrado la sentenza della Corte Costituzionale tedesca. Vediamo di quanto e perché.

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Gli acquisti di bond con il programma di emergenza della BCE contro il Coronavirus sembrano destinati a crescere nei prossimi mesi, malgrado la sentenza della Corte Costituzionale tedesca. Vediamo di quanto e perché.

Per paradosso, la sentenza della Corte Costituzionale tedesca finirà per accrescere gli acquisti di assets condotti dalla BCE con il PEPP (“Pandemic Emergency Purchase Programme”). Ne sono convinti gli analisti e gli stessi mercati, che ritengono che l’annuncio possa essere dato al prossimo board di metà giugno. Il programma varato a marzo per 750 miliardi di euro ha visto sinora l’istituto concentrare gli acquisti sui BTp, la cui quota complessiva è salita al 31,7% nei primi quattro mesi dell’anno, toccando il 37% in aprile, considerando l’insieme dei programmi di acquisto, ossia anche il “quantitative easing” ordinario da 20 miliardi mensili e i 120 miliardi extra decisi al board di marzo.

Perché il PEPP della BCE non basta per ‘scudare’ i BTp e i rischi salgono

A differenza di questi, il PEPP non è tenuto a seguire la regola del “capital key”, quella che lega gli acquisti alle dimensioni economiche degli stati. Grazie a questa flessibilità, Francoforte sta potendo concentrarsi sui BTp, i bond più bisognosi di aiuto nell’Eurozona, a causa delle condizioni fiscali di partenza peggiori dell’Italia e del colpo particolarmente duro inferto alla nostra economia dal Coronavirus.

In teoria, la sentenza di Karlsruhe, laddove chiede alla BCE chiarezza entro tre mesi sul rispetto del principio di “proporzionalità” degli acquisti, dissuaderebbe l’istituto retto da Christine Lagarde dal procrastinare acquisti eccessivi di alcuni assets a discapito di altri, inducendola a rispettare il più possibile il “capital key”. Tuttavia, se smettesse di acquistare BTp in misura superiore agli altri bond, lo spread italiano rischierebbe di esplodere, quando già oggi non si allontana granché dai 250 punti base, malgrado l’ingente sostegno offerto da Francoforte.

PEPP potenziato contro lo spread

Da qui, l’escamotage: conformarsi solo informalmente alle indicazioni tedesche, acquistando dai prossimi mesi i BTp in misura quanto più in linea alla quota spettante all’Italia, ma continuando a perseguire per altra via il restringimento degli spread e il sostegno al debito sovrano italiano. Come? Aumento le dimensioni degli acquisti stessi. Di quanto? Verosimilmente, di 500 miliardi. Vi spieghiamo perché. All’Italia serve emettere debito netto per qualcosa come 180 miliardi di euro quest’anno, a causa del tonfo in corso del pil e delle entrate. Numeri notevoli, tenuto conto che nel 2020 giungono a scadenza complessivamente sui 370 miliardi di titoli di stato, di cui circa 250 miliardi a medio-lunga scadenza.

La BCE ha fatto incetta di BTp con il PEPP, ma per l’Italia non è solo una buona notizia

L’insieme degli stimoli monetari varati dalla BCE ammonta a 1.110 miliardi di euro per quest’anno, di cui sui 185 miliardi sarebbe la quota teorica spettante all’Italia. Supponendo che quella destinata ai BTp sia dei due terzi e che il restante terzo venga utilizzato per l’acquisto di obbligazioni aziendali, garantite delle banche e titoli Abs italiani, potremmo stimare in almeno 120-130 miliardi il sostegno ai nostri bond governativi. Tantissimi, ma non quanto servirebbe all’Italia, che per stare relativamente tranquilla avrebbe bisogno di una copertura integrale delle emissioni nette. Ebbene, con un irrobustimento del PEPP per 500 miliardi, gli acquisti di BTp salirebbero di almeno 55 miliardi, arrivando nei fatti a una totale copertura delle emissioni nette sovrane dell’Italia.

Per contro, la BCE rischia di esporsi alle critiche dei giuristi tedeschi proprio sulla sproporzione degli acquisti varati per reagire alla pandemia. A parte il fatto che la sentenza non ha riguardato il PEPP, sarebbe più facile eccepire per l’istituto che tali acquisti siano temporanei, in quanto legati all’emergenza Coronavirus, e che non siano sproporzionati all’evento, mostrandosi questo di fortissimo impatto sulle economie dell’area, senza precedenti in tempi di pace persino sulla Germania. E l’Italia otterrebbe quello scudo che nei fatti consentirebbe al Tesoro di indebitarsi sui mercati senza doversi preoccupare troppo della carenza della domanda.

Ci pensa la BCE a monetizzare il suo debito, facendola sotto il naso ai tedeschi.

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