Perché i rendimenti globali stanno risalendo, con l’Italia a fare sempre d’eccezione?

Vendite sui mercati obbligazionari di tutto il mondo con il varo di maxi-stimoli monetari da parte delle principali banche centrali. Spieghiamo questo paradosso.

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Vendite sui mercati obbligazionari di tutto il mondo con il varo di maxi-stimoli monetari da parte delle principali banche centrali. Spieghiamo questo paradosso.

In data 9 marzo, il mercato obbligazionario americano ha vissuto una giornata a suo modo storica. Il Treasury a 10 anni è sceso al nuovo minimo storico dello 0,318%. Nei giorni precedenti, per la prima volta tutta la curva delle scadenze si era portata sotto l’1%. Ieri, il decennale risultava salito fino a un massimo dell’1,26%, salvo ripiegare nelle scorse ore in prossimità dell’1%. E da questa parte dell’Atlantico, il Bund sulla medesima scadenza offriva ieri in finale di chiusura il -0,16%, molto più del -0,84% del 9 marzo e ai massimi da oltre due mesi. Sembra un paradosso, se considerate che negli ultimi giorni siano scesi in campo praticamente tutte le principali banche centrali del pianeta per imbracciare il bazooka e combattere a viso aperto la battaglia epocale contro il Coronavirus.

BTp al collasso, è fuga verso Bund e Treasury

La Fed ha azzerato i tassi, ha riattivato gli acquisti di bond con il “quantitative easing” per 700 miliardi di dollari, migliorato la liquidità per banche e intermediari non bancari e sostenuto quella delle aziende americane tramite il mercato cambiario. La BCE ha inizialmente potenziato le aste T-Ltro per far fluire alle banche dell’Eurozona liquidità a condizioni ancora migliori e per un periodo più lungo, al contempo potenziando di 120 miliardi il QE. E quando ha capito che non bastava, ha annunciato altri 750 miliardi di euro di acquisti entro l’anno, con l’impegno ad aumentare e procrastinare il programma, ove servisse, inserendovi pure i titoli di stato ellenici e le cambiali aziendali.

I rendimenti sovrani negli USA e in Europa, anziché scendere, hanno ripreso a salire e anche con una certa rapidità. Com’è stato possibile? Per rispondere alla domanda, dobbiamo capire le ragioni per cui fossero scese ai minimi di sempre nelle sedute precedenti.

Il panico per i contraccolpi violenti all’economia mondiale assestati dal Coronavirus aveva indotto il mercato a fare incetta di beni rifugio, vendendo tutto il resto, specie azioni. I prezzi di Treasuries, Bund e altri titoli di stato “sicuri” erano esplosi e i rendimenti implosi. Non appena i mercati hanno compreso che le banche centrali stanno intervenendo per sostenere immediatamente le rispettive economie, la paura un po’ si è ridotta e questo sta consentendo agli investitori di tornare ad acquistare con grande cautela azioni, liberandosi delle obbligazioni.

L’intervento dei governi

Non è tutto. Accanto agli stimoli monetari ci sono quelli fiscali. L’amministrazione Trump sta varando un maxi-piano di sostegno all’economia USA da almeno 1.000 miliardi di dollari (4-5 punti di pil), così come il governo tedesco ne ha annunciato uno suo da 550 miliardi di euro, pari al 16% del pil in Germania. In misura minore, anche la Francia si è impegnata già per 45 miliardi, a cui si aggiungono garanzie pubbliche per le imprese domestiche per altri 305 miliardi. L’Italia, che pure dispone di margini nulli sui conti pubblici, ha stanziato 25 miliardi con il Decreto “Cura Italia”.

L’impennata della spesa pubblica in tutto l’Occidente rafforza la convinzione che i policy maker stiano facendo la loro parte a tutto tondo per evitare il crac dell’economia, allentando le tensioni sui mercati. Inoltre, maggiori emissioni di titoli di stato attese per finanziare queste misure inducono a scontare un’offerta in forte crescita, la quale inevitabilmente sta già impattando al rialzo sui rendimenti. Ma in tutto questo discorso c’è l’eccezione Italia: i BTp si sono apprezzati ieri, quando gli altri bond si sono deprezzati, mentre erano crollati nei giorni in cui gli altri erano esplosi di prezzo.

L’andamento speculare, a tratti, dei nostri titoli del debito pubblico è dovuto alla loro natura di assets rischiosi, così percepiti per i rating bassi di cui godono, conseguenza degli alti livelli di indebitamento in Italia.

In un certo senso, i BTp si comportano più come se fossero azioni, cioè li si acquista quando si nutrono aspettative positive per il prossimo futuro, li si vende quando dilaga il pessimismo. L’esatto contrario di quel che accade con i beni rifugio. E ancora stamattina, il decennale italiano apriva con un rendimento in caduta di quasi 30 centesimi, in area 1,55%. Non a caso, l’indice Ftse Mib a Piazza Affari segnava negli stessi minuti +2,70%, a conferma di quanto sopra spiegato.

Crisi BTp, approfittare del boom dei rendimenti per tornare a investire?

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