Perché i bond della Grecia doppiano i BTp sui mercati nelle ultime settimane

I BTp sono stati doppiati dai bond della Grecia nelle ultime settimane, in termini di performance sui mercati. Atene beneficia delle prospettive politiche.

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I BTp sono stati doppiati dai bond della Grecia nelle ultime settimane, in termini di performance sui mercati. Atene beneficia delle prospettive politiche.

Il mercato obbligazionario nell’Eurozona, ma non solo, è in festa. Le banche centrali più importanti del pianeta segnalano da qualche mese l’intenzione di volgere verso un maggiore grado di accomodamento monetario, quando all’inizio dell’anno si pensava ancora che i tassi globali sarebbero saliti. La stessa BCE si è impegnata con l’ultimo board di giovedì scorso a non varare alcuna stretta monetaria da qui alla metà del 2020, rinviando il primo aumento del costo del denaro dal 2011 di altri 6 mesi.

Gli stessi BTp, pur nel pieno delle tensioni politiche a Roma, stanno beneficiando dei maggiori acquisti, sebbene continuino a rendere ben al di sopra dei concorrenti dell’area, secondi solo ai bond della Grecia.

E persino lo spread con i titoli ellenici si è ormai portato a non più di 50 punti base per la scadenza a 10 anni. Da inizio maggio, i “sirtaki” offrono 54 bp in meno, scendendo al 2,84%, segnando -16%. Nello stesso tempo, i BTp si sono apprezzati di poco, perdendo sulla stessa scadenza solo 20 bp, cioè meno dell’8%. E’ andata molto meglio anche ai Bonos (-43 bp e -42%) e ai bond portoghesi (-48 bp e -43%). La Francia, poi, per i suoi Oat decennali offre soltanto lo 0,11%, 26 bp in meno e ben -70% da inizio maggio. Oltreoceano, il Treasury a 10 anni ha visto crollare il suo rendimento di 42 bp al 2,09, cioè di quasi il 17%. Ogni confronto diventa imbarazzante con la Germania, i cui Bund in queste ore viaggiano in area -0,25%. Stavano poco sopra lo zero 5-6 settimane fa.

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La situazione dei bond in Grecia

La Grecia è diventata la grande sorpresa positiva di questa fase. I mercati stanno prezzando la vittoria alle elezioni anticipate di luglio di Nuova Democrazia, la formazione conservatrice, filo-austerity e filo-UE di Kyriakos Mitsotakis, che ha già surclassato SYRIZA di 9 punti alle recenti europee. Inoltre, l’avanzo primario ha chiuso in attivo al 4,4% del pil nel 2019, per cui esisterebbero margini di manovra fiscali per ridurlo a vantaggio dell’economia (più spesa pubblica e/o meno tasse), stimolandone il tasso di crescita.

E bastano pochi acquisti a fare scattare i prezzi: dei 355,3 miliardi di debito pubblico ellenico al 30 aprile scorso, solo 60 miliardi sono titoli in mano al settore privato, di cui 46 a medio-lunga scadenza.

In media, il tasso medio ponderato dei bond è pari all’1,61%, circa il 3,1% del pil. Oggi come oggi, quindi, esisterebbero le condizioni per chiudere il bilancio in pareggio, anche se grazie perlopiù alla detenzione dell’83% del debito da parte di creditori pubblici internazionali, la famosa Troika (UE, BCE e FMI), che continua a finanziare Atene a condizioni estremamente vantaggiose, inducendo lo stesso mercato a guardare con fiducia alla sostenibilità di un debito altrimenti fuori controllo, in quanto al 180% del pil.

BTp battuti dai bond in bolla della Grecia

Si consideri, poi, che quasi tutti i titoli di stato della Grecia in circolazione risultano in possesso delle stesse banche elleniche, che li detengono verosimilmente fino alla scadenza, anche per non incorrere in rischi derivanti da impieghi alternativi, come segnala l’ancora enorme incidenza dei crediti deteriorati (NPL), superiori al 40% del totale. In sostanza, data la bassissima liquidità degli scambi, bastano pochi investimenti dall’estero o l’accrescimento di quelli istituzionali domestici per fare crollare i rendimenti. Non lo stesso dicasi per i BTp, detenuti per 400 miliardi di euro dalle banche italiane, una cifra senz’altro imponente, ma pur sempre “solo” un quinto del totale negoziabile.

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