PDVSA (Venezuela) chiama a raccolta le oil company

Il Venezuela stringe le relazioni commerciali con le aziende petrolifere, nonostante le sanzioni di Trump. Bond PDVSA 2017 verso il rimborso

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il Venezuela stringe le relazioni commerciali con le aziende petrolifere, nonostante le sanzioni di Trump. Bond PDVSA 2017 verso il rimborso

Forte dell’appoggio della Russia che ha promesso di investire nel Paese, il governo del Venezuela ha chiamato a raccolta le oil company occidentali per assicurarsi la tenuta dei contratti e discutere di nuovi progetti di sviluppo. Una decisione assunta dopo che l’amministrazione Trump ha messo il veto all’emissione di nuovi bond venezuelani sui mercati Usa.

 

Il presidente del campione petrolifero nazionale Pdvsa, Nelson Martinez, ha così deciso di incontrare a uno a uno i rappresentanti delle compagnie estere impegnate nelle cosiddette empresas mixtas, cominciando con Eni e il gruppo spagnolo Repsol. Scopo dell’incontro, “valutare e potenziare i progetti congiunti nel settore del gas, e discutere dell’incremento della produzione“, spiegano da Pdvsa. Sarà poi la volta della russa Rosneft per la quale il Venezuela ha concesso di sfruttare più degli altri concorrenti i giacimenti petroliferi del bacino dell’Orinoco.

 

PDVSA: investimenti per 50 miliardi

Nonostante la crisi drammatica che sta attraversando, il Venezuela resta il primo Paese al mondo per le riserve petrolifere e l’ottavo per quelle di gas. Pdvsa ha da poco presentato un piano che prevede investimenti per circa 50 miliardi di dollari nell’arco dei prossimi sette anni, per aumentare la produzione dagli attuali 2 milioni a 3 milioni di barili al giorno. Eni, intanto, ha riattivato la produzione nel giacimento Junin 5 (Eni 40%), nella Faja dell’Orinoco e partecipa col 26% allo sviluppo di Corocoro, nel Golfo di Paria. Nel 2016 la produzione è stata di 60 mila barili al giorno.

 

Le obbligazioni PDVSA 2017

 

Nel frattempo, sul mercato dei capitali, le obbligazioni PDVSA 8,50% con scadenza 2 novembre 2017 (Isin USP7807HAK16) scambiano intorno a 94,50. Il mercato confida nel rimborso regolare dell’ultima tranche del bond da 6,1 miliardi di dollari, già ristrutturato lo scorso anno, per cui ne restano da rimborsare meno di 900 milioni al netto delle operazioni di buy back. Maduro ha assicurato il pagamento dei debiti in scadenza a fine anno, così come convengono gli analisti di Torino Capital che seguono da vicino l’evolversi della crisi venezuelana. Fonti non ufficiali, indicano inoltre che il fondo pensionistico di PDVSA avrebbe acquistato bond in prossimità della scadenza sfruttando il tonfo del titolo fino a quota 75 la scorsa estate dopo l’annuncio della formazione dell’Assemblea Costituente in Venezuela. All’orizzonte anche il rimborso della prima tranche del bond PDVSA 8,50% 2020 (Isin USP7807HAV70) per 1,12 miliardi di dollari le cui quotazioni si sono impennate fino a 86 dal minimo relativo di 62 toccato due mesi fa.

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Argomenti: Bond Venezuela