Parla Draghi (BCE) e lo spread torna a salire

Il presidente della BCE continua a spronare i governi europei a fare di più per le riforme. Il basso prezzo del petrolio deve incoraggiare gli investimenti

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Il presidente della BCE continua a spronare i governi europei a fare di più per le riforme. Il basso prezzo del petrolio deve incoraggiare gli investimenti

Alta tensione sul mercato obbligazionario. Gli investitori attendono la Fed che dovrebbe rialzare il costo del denaro dopodomani prima di prendere posizione per il 2016. Nel frattempo i fondi dì investimento si apprestano a chiudere il 2015 scaricando laddove hanno guadagnato nel corso dell’anno e, in particolare, sui titoli di stato dell’area euro. Lo spread Btp/Bund e’ tornato sopra quota 100 punti base e tratta ora a 102,829 pb, con massimo a 103  pb, dopo la conferenza stampa di Mario Draghi.   Il presidente della Bce, pur restando pronto ad agire ancora se necessario, ha affermato che l’Eurozona ora e’ piu’ solida e che le misure aggiuntive adottate a dicembre dalla Banca riporteranno l’inflazione verso il target del 2%. Tuttavia l’Istituto di Francoforte puo’ fare ben poco senza l’apporto costruttivo dei Governi dell’Eurozona che devono implementare, nella maniera piu’ tempestiva possibile, le riforme strutturali. Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, la produzione industriale nell’area euro ha battuto le attese, rimbalzando dello 0,6% su base mensile e dell’1,9% a livello annuale (+0,2% m/m il consenso).Sul mercato obbligazionario dell’Eurozona impattano driver contrastanti, sottolineano gli strategist di Unicredit, precisando che la debolezza dei prezzi del petrolio e anche dello yuan potrebbe sostenere i bond del Vecchio Continente, ma i dati macroeconomici arrivati dalla Cina nel fine settimana potrebbero allentare un po’ le tensioni sui mercati. La produzione industriale cinese e’ infatti salita del 6,2% a/a e le vendite al dettaglio dell’11,2%.

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