Parla Bersani e lo spread vola a 300 punti

La proposta del PD di indebitare lo Stato di altri 50 miliardi per pagare i debiti alle Pmi non piace proprio al mercato. Dall'estero si inizia a vendere in attesa delle elezioni

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La proposta del PD di indebitare lo Stato di altri 50 miliardi per pagare i debiti alle Pmi non piace proprio al mercato. Dall'estero si inizia a vendere in attesa delle elezioni

Per il leader del PD, i debiti della pubblica amministrazione nei confronti dei privati possono essere sanati emettendo nuovi titoli di stato. Uno proposta shock che ha subito mandato in fibrillazione il mercato obbligazionario europeo e soprattutto quello dei titoli di stato italiani i cui rendimenti si sono immediatamente impennati. Lo spread btp bund è arrivato subito a 300 punti e non è detto che si fermi lì. Cosa c’è di così allarmante nelle parole del leader politico? Benché la proposta sia ragionevole, sostenibile e darebbe ossigeno alle Pmi – come sostiene Bersani – l’emissione di altri titoli di stato andrebbe nella direzione opposta a quella che si è finora perseguito con il rigore e cioè quella di voler abbattere l’insostenibile debito pubblico italiano. Lanciare sul mercato 10 miliardi di euro all’anno di debiti per pagare altri debiti è qualcosa di folle e contro ogni logica – spiegano gli economisti – anche perché tutto il lavoro finora perseguito dal governo Monti per far scendere i rendimenti, e quindi i costi di finanziamento, verrebbe vanificato.

 

E’ da folli creare debito per pagare altri debiti

La reazione dei mercati è stata implacabile nei confronti dell’Italia. Il Btp 5% 2022 ha perso quasi il 3% passando da 108 a 105, mentre sulla parte lunga della curva il Btp 5.75% 2033 ha lasciato sul terreno più del 3,5% andando ad allargare nuovamente i rendimenti coi titoli di stato tedeschi. Gli investitori esteri hanno infatti cominciato a scaricare sul mercato titoli di stato tricolori in vista delle elezioni che si terranno fra circa due settimane in attesa di capire chi guiderà l’Italia nei prossimi cinque anni. Certo se il programma fosse quello di ingrossare nuovamente il debito pubblico per risolvere il problema dei pagamenti arretrati con le Pmi, le prospettive non sarebbero molto incoraggianti. Si andrebbero, in sostanza, ad emettere nuovi titoli sulla falsariga del Btp Italia che hanno riscontrato tanto successo nel 2012, per cui saranno i piccoli risparmiatori alla fine a pagare i debiti delle piccole e medie imprese italiane, ma indebitando lo stato di 50 miliardi di euro in più, salvo poi ricorrere, in caso di difficoltà, a strumenti innovativi in vigore dal 1 gennaio 2013 sui titoli di stato di nuova emissione (Cac: Collective action clauses) per ristrutturare il debito pubblico alla maniera greca.

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