Paesi emergenti: la Cina è da preferire a tutti gli altri

Il rendimento dei bond della Cina (AA-) a 10 anni è del 4%. La valuta cinese è fra le più stabili dei paesi emergenti. Il giudizio degli analisti

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Il rendimento dei bond della Cina (AA-) a 10 anni è del 4%. La valuta cinese è fra le più stabili dei paesi emergenti. Il giudizio degli analisti

I cinesi festeggiano in questi giorni il nuovo anno in tutto il mondo e i riti tradizionali dovrebbero assicurare felicità e prosperità. Almeno sul fronte economico, nel corso degli ultimi anni, gli dei sono stati generosi: la Cina, che è stata il laboratorio manifatturiero del mondo, ha vissuto recentemente un rapido cambiamento.

In Cina il consumo di beni e servizi sta crescendo, e questo trend è guidato da una sempre più ampia classe media.

Le società come Kweichow Moutai (leader nel mercato dei distillati di fascia alta), China Life (leader nel mercato delle assicurazioni sulla vita) o Netease (società leader nel campo dei giochi on-line) emergono grazie al rapido cambiamento che sta caratterizzando l’economia nel suo complesso.

Alla Cina il 20% del mercato globale della pubblicità

Internet è già diventato una piattaforma di marketing dominante. La Cina rappresenta già circa il 20% del mercato globale della pubblicità digitale mobile. In un recente MIT Technology Review, Baidu ha ricevuto un secondo piazzamento tra le società maggiormente innovative, grazie all’accuratezza della sua tecnologia di riconoscimento vocale – sovraperformando il software di Google. L’innovazione è stata – e continua ad essere – la chiave del successo di Baidu. 

Bond cinesi in yuan rendono il 4%

Per quanto riguarda la finanza e gli investimenti, i titoli di stato della Cina in valuta offrono rendimenti interessanti a fronte di un rating fra i più alti al mondo (AA- per Standard & Poor’s, A+ per Fitch e Aa3 per Moody’s). Il bond decennale in yuan (CNY) rende il 4% e la moneta cinese si è dimostrata lo scorso anno la più stabile fra tutte quelle dei paesi emergenti. La fluttuazione dello yuan nei confronti del euro è stata mediamente del 4%, contro percentuali a doppia cifra del rublo, il real brasiliano, la lira turca o il rand sudafricano.

Il giudizio degli analisti sulla Cina

Secondo gli analisti, la Cina è quindi il mercato verso il quale guardare per i prossimi anni se si vuole puntare sulla ripresa dei paesi emergenti. “Crediamo – osserva Jasmine Kang, Gestore del Comgest Growth Greater Chinache la trasformazione economica della Cina proseguirà.

L’apertura del mercato delle azioni cinesi di classe A consentirà l’emergere di ulteriori opportunità di stock picking nella seconda maggiore economia a livello globale. Grazie ai due schemi di connessione tra Hong Kong e le Borse di Shenzen/Shanghai, gli investitori internazionali hanno ora la possibilità di accedere direttamente a più del 50% della capitalizzazione del mercato cinese, con 1447 titoli eligibili. A fine ottobre 2016, il turnover di Shenzen e Shanghai da inizio anno rappresentava circa il 22% del turnover delle Borse a livello globale, che con 16 trilioni di dollari è di gran lunga il più elevato al mondo. Malgrado quest’ampia percentuale a livello globale, solo l’1% della capitalizzazione del mercato cinese è in mano agli investitori esteri, il che rappresenta un’opportunità unica per un gestore sui mercati emergenti”.

Swissquote vede usd/yuan a 7 in medio termine

I recenti Pmi cinesi sono stati solidi ma “alcuni fondamentali economici tornano ad impensierire, come ad esempio il calo del mercato immobiliare. Oltre a questo, siamo attualmente preoccupati del deficit fiscale cinese, che potrebbe continuare ad aumentare nel 2017 così come già fatto nel 2016“. Lo sottolinea Yann Quelenn, analista di Swissquote, facendo inoltre notare che “la Banca centrale ha iniettato una marea di liquidità nel sistema bancario attraverso il programma Mlf (Medium-term lending facility) e ciò potrebbe causare ad un certo punto alcuni problemi, in particolare poichè potrebbe guidare al ribasso le pressioni inflattive“. L’esperto crede “fermamente che di fronte alla Cina si staglino gravi rischi economici e pertanto rimaniamo coerentemente rialzisti sul cambio usd/yuan, che vediamo avvicinarsi a 7 nel medio termine“.

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