Oi Brasil, Sawiris pronto a investire nella compagnia brasiliana

Secondo indiscrezioni, Oi Brasil potrebbe essere salvata dal miliardario egiziano Sawirs, ex patron di Wind

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Secondo indiscrezioni, Oi Brasil potrebbe essere salvata dal miliardario egiziano Sawirs, ex patron di Wind

Oi Brasil è in default e va verso la bancarotta. Il quarto operatore telefonico brasiliano, schiacciato da una montagna di debiti peri a 19 miliardi di dollari, divenuti insostenibili con la crisi del Brasile e il deprezzamento del real, ha chiesto al tribunale di Rio de Janeiro l’ammissione alla procedura fallimentare per la protezione dei creditori. All’orizzonte ci sono, infatti, 260 milioni di euro di bond Portugal Telecom International Finance (garantiti da Oi) in scadenza il prossimo mese e, il mancato accordo sulla ristrutturazione del debito con gli azionisti ha fatto scattare la misura cautelare per evitare alla compagnia di telecomunicazioni brasiliana il dissesto finanziario. Oi avrà, ora, 18 mesi di tempo (ma i tempi potrebbero anche allungarsi) per trovare un accordo in extremis coi creditori per salvarsi dal fallimento. Ma servirebbero nuove risorse finanziarie, giacchè le banche finanziatrici da adesso in avanti potranno sostenere solo le spese correnti, necessarie per tenere in vita la società.

Il miliardario Sawiris scende in campo per Oi Brasil?

Secondo Bloomberg, il miliardario egiziano Naguib Sawiris sarebbe interessato a investire in Oi. Sawirs, patron della compagnia telefonica Obrascom ed ex proprietario di Wind, avrebbe manifestato il proprio interesse nella partita. E’ ancora presto per capire quali sono le reali intenzioni del magnate egiziano, però è anche vero che non è l’unico soggetto che in passato si è interessato a Oi Brasil. Lo scorso autunno il miliardario russo Mikhail Fridman aveva messo sul piatto 4 miliardi di dollari per sostenere la fusione con Tim Participacoes (Telecom Italia). E, prima ancora, Carlos Slim di America Movil si era detto interessato a investire in Oi, ma avrebbe dovuto cedere partecipazioni in Sud America. Insomma, pare che a tanti Oi Brasil faccia gola, ma alla fine dei conti, ci sono sempre miliardi di debiti da tagliare e nessuno vuole rimetterci. Anche se, finora, a pagare pegno sono stati gli azionisti e gli obbligazionisti che si sono visti azioni e bond sospesi dalle contrattazioni quando le azioni valevano pochi centesimi e i bond avevano perso il 90% del valore nominale al netto degli interessi.

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Argomenti: Obbligazioni Portugal Tel.

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