Oi Brasil e Tim verso la fusione, arrivano anche i cinesi

Le obbligazioni Oi Brasil (XS1245244402) hanno perso il 50% in sei mesi, ma c’è chi confida (e spera) in un salvataggio anche con l'aiuto delle banche cinesi

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Le obbligazioni Oi Brasil (XS1245244402) hanno perso il 50% in sei mesi, ma c’è chi confida (e spera) in un salvataggio anche con l'aiuto delle banche cinesi

Oi Brasil e Tim andranno presto a nozze. Questo pare ormai assodato o meglio, sembra l’unica via d’uscita per salvare la compagnia telefonica brasiliana travolta dalla recessione del paese sudamericano e pressata da una montagna di debiti (8,9 miliardi di dollari). Nella partita sono coinvolti soggetti finanziari diversi, a cominciare da quelli russi del miliardario Mikhail Maratovic Fridman (che controlla Wind) che attraverso il suo fondo d’investimento LetterOne ha manifestato il proprio interesse alla nascita del secondo gruppo telefonico brasiliano mettendo sul piatto 4 miliardi di dollari.

Nella partita si sarebbero, però, fatti avanti anche gli americani di At&t, tramite il fondo Cerberus e, più recentemente, anche i cinesi della China Development Bank che in passato aveva garantito un finanziamento a Oi Brasil da 1,2 miliardi di dollari e affiancherebbe la banca brasialiana BGT Pactual nelle operazioni di fusione. Insomma, sembra che tutti abbiano interesse a “salvare” Oi Brasil e tutto il carrozzone debitorio di Portugal Telecom che gli è rimasto appeso dopo l’acquisizione della compagnia telefonica portoghese da parte di Altice Finance.  

Obbligazioni Oi Brasil Holding rendono il 23%

  Già, perché di salvataggio è ormai lecito parlare, vista la disastrata situazione economica brasiliana che vede il real crollare nuovamente verso i minimi storici (e Oi Brasil fattura in reais, mentre il debito è stato contratto in dollari ed euro). Tant’è  che le azioni Oi Brasil quotate alla borsa di San Paolo hanno perso il 98% negli ultimi tre anni, mentre le obbligazioni in euro 5,625% 2021 emesse dalla holding (XS1245244402 ) hanno perso il 50% dalla quotazione di sei mesi fa e rendo il 23% a scadenza. Rumors che circolavano nelle sale operative e sui forum fino a poco tempo fa parlavano di possibile ristrutturazione del debito. Voci poi smentite dalla stessa Oi Brasil, ma che non hanno visto un recupero delle quotazioni. Secondo gli analisti, il mercato attende di vedere quale piega prenderanno le trattative per la fusione, anche se qualcuno si spinge a dire che il nodo del debito di Oi Brasil sarebbe da ostacolo alla fusione con Tim.

Agli attuali valori di mercato (550 milioni di Usd per Oi contro i 5 miliardi per Tim), il rischio è che, con la fusione, Tim dovrebbe risanare Oi ma poi si troverebbe in minoranza rispetto ai russi. Tim tuttavia, sarebbe comunque interessata alla fusione per accedere al mercato della telefonia fissa, anche perché a spingere in tal senso ora ci sarebbero anche i nuovi soci di Telecom Italia (Vivendi) interessati a mettere piede in Sud America. I tempi stringono ma sembra che le trattative fra la compagnia telefonica italiana e quella brasiliana siano a buon punto, anche se entrambe hanno declinato, per ora, di fornire commenti a riguardo.

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