Occidental ha emesso bond per $13 miliardi, il trentennale offre il 4,50%

Obbligazioni Occidental fino alla scadenza a 30 anni, rendimenti allettanti e maxi-ordini. In settimana, il colosso petrolifero americano ha bissato il successo di Aramco di inizio anno, ottenendo un forte riscontro sul mercato.

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Obbligazioni Occidental fino alla scadenza a 30 anni, rendimenti allettanti e maxi-ordini. In settimana, il colosso petrolifero americano ha bissato il successo di Aramco di inizio anno, ottenendo un forte riscontro sul mercato.

In settimana, Occidental ha emesso obbligazioni per un valore di 13 miliardi di dollari, attirando ordini fino a un massimo di 75 miliardi, scesi a 71 miliardi nel momento del lancio dell’operazione. Il colosso petrolifero con sede a Houston, Texas, ha così finanziato parzialmente l’acquisizione di Anadarko per 38 miliardi. Le obbligazioni emesse sono state 10 e la porzione principale ha riguardato la scadenza a 30 anni, che ha esitato un rendimento del 2,25% superiore a quello del Treasury di pari durata, meno del 2,70% inizialmente previsto dalla “guidance”.

Considerando che il trentennale sovrano americano si aggiri al 2,25%, il rendimento delle obbligazioni Occidental per questa scadenza offrono il 4,50%. Niente affatto male di questi tempi.

L’acquisizione di Anadarko, stando all’agenzia Moody’s, aumenterebbe il debito societario di 40 miliardi, ragione per cui il rating è stato declassato di ben 3 gradini nei giorni scorsi a “Baa3”. Migliore il giudizio di S&P, pari ad “A”, sebbene anche questa agenzia abbia annunciato l’intenzione di tagliarlo a “BBB”. E per rendere il “merger” più accettabile, oltre che per ragioni finanziarie, Occidental venderà a Total le attività africane di Anadarko per 8,8 miliardi, parte di un piano di abbattimento dei debiti per 10-15 miliardi.

Tornando all’emissione, si è trattato della quarta più alta in generale e della seconda operazione di livello su questo mercato quest’anno dopo quella clamorosa di Aramco, la compagnia petrolifera statale saudita. Riad ha emesso 12 miliardi e ha raccolto ordini per oltre 100 miliardi nei mesi scorsi, anche se le obbligazioni si sono deprezzate già all’atto del loro sbarco sul mercato secondario. Semmai, il successo anche di Occidental nel finanziare la fusione con Anadarko senza riscontrare problemi in fase di raccolta dei capitali, anzi attirandone per quasi 6 volte tanto, segnala ancora una volta la fame di rendimento nel mondo.

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Rischi di cambio e legati al petrolio

Queste obbligazioni per un investitore dell’Eurozona presentano certamente un rischio di cambio, specie se l’intenzione fosse di rivenderle nel medio-lungo termine.

Nel lungo periodo, invece, cioè oltre i 10-15 anni, non è realistico ipotizzare alcun cambio euro-dollaro, per cui la scommessa potrebbe o rivelarsi vincente o ancora più rischiosa. A ciò si aggiunge il rischio specifico legato all’andamento del petrolio, la materia prima estratta dalla compagnia emittente. Uno dei più agguerriti oppositori tra gli azionisti dell’acquisizione di Anadarko, Carl Icahn, ha sostenuto nei mesi scorsi che con un calo del Wti a 45 dollari al barile, Occidental sarebbe costretta a tagliare il dividendo. Ovviamente, questo non c’entra con il rispetto delle scadenze per le obbligazioni, anche se teoricamente il rischio di credito tende a salire nel caso in cui i ricavi societari dovessero registrare un andamento calante.

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A sua volta, anche Total a luglio ha emesso bond per 4 miliardi di dollari e i cui proventi, in parte, finanzieranno proprio l’acquisizione degli assets africani di Anadarko. In quel caso, si è trattato di obbligazioni a 2, 5, 10 e 30 anni, le quali hanno esitato rendimenti rispettivamente pari a +33, +58, +78 e +93 punti base sopra le omologhe scadenze dei Treasuries, cioè hanno spuntato premi nettamente inferiori a quelli della texana di questa settimana. La compagnia francese gode, infatti, di rating migliori, pari ad “A3” per Moody’s e “A+” per S&P sulle emissioni in valuta straniera.

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