Obbligazioni Vestas Wind Systems, una valida alternativa ai Bot

Più 30% in 12 mesi per le quotazioni del bond 4,625% 2015. Gli ottimi risultati trimestrali del produttore danese di turbine eoliche attirano l’attenzione degli investitori per il breve periodo

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Vento in poppa per Vestas Wind Systems. Il produttore danese di turbine per pale eoliche, presente anche in Italia e balzato recentemente agli onori della cronaca per essere intenzionato a chiudere la fabbrica di Taranto, ha infuso fiducia al settore delle energie rinnovabili. Vestas  ha infatti chiuso il terzo trimestre 2013 con una perdita netta a 87 milioni di euro, dal rosso di 175 milioni dell’analogo periodo del 2012, ma  il giro d’affari è passato a 1,44 miliardi dai 1,99 miliardi rispetto a un anno prima, con un balzo del 38%. Ma la vera sorpresa è che Vestas si attende un ebit margin, al netto delle poste straordinarie, dal 2% all’1% e un flusso di cassa netto atteso compreso tra 500-700 milioni di euro rispetto alla previsione di agosto pari a 200 milioni. Numeri che hanno messo le ali al titolo quotato alla borsa di Copenhagen (+14 in un solo giorno), ma anche alle obbligazioni in euro in scadenza fra poco più di un anno.

 

Obbligazioni Vestas Wind Systems 4,625% 2015, una valida alternativa ai titoli di stato

 

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Il bond senior Vestas Wind System (Isin XS0496644609) è passato in soli 12 mesi da 70 a  100 (+30%), mettendo a segno uno dei rialzi più interessanti nel panorama obbligazionario europeo. Il titolo della società danese, emesso nel 2010 a 99,53 per 600 milioni di euro, quotato alla borsa del Lussemburgo, è negoziabile per tagli minimi di 50.000 euro con multipli aggiuntivi di 1.000. Al momento tratta a un prezzo intorno a 100,60% per un rendimento a scadenza del 4,0% lordo a fronte di una cedola fissa annuale del 4,625% che l’emittente staccherà il 23 marzo del 2014. Vestas non gode di alcun rating da parte delle agenzie internazionali, ma i suoi numeri lasciano intendere che la società, grazie alla sua disponibilità di cassa e alle attese di domanda di energia per il 2014, che non ci saranno problemi a rifinanziare il bond in scadenza fra 16 mesi.

“Il miglioramento dell’ebit nonostante il calo del 27% dei ricavi e la riduzione del debito – ha dichiarato il Ceo, Anders Runevad – sono risultati importanti del piano di riassetto in corso”. Per molti investitori, il titolo rappresenta una valida alternativa ai classici titoli di stato, in grado di offrire nel breve periodo soddisfazioni e rendimenti più interessanti. Il settore eolico, inoltre, è in forte espansione, beneficia di contributi europei per lo sviluppo delle energie rinnovabili e, non ultimo, la Danimarca gioca da sempre un ruolo di primo piano a livello continentale.

 

In crescita gli ordini di pale eoliche Vestas Wind Systems

 

Vestas

Fondata come fabbrica di elettrodomestici nel 1945 da Peder Hansen, nella piccola città di Lem, con il nome di Vestjysk Stålteknik A/S, l’azienda proseguì fabbricando attrezzature agricole nel 1950, intercoolers nel 1956, gru idrauliche nel 1968 e cominciò a costruire turbine eoliche nel 1979. Nel 2003 la compagnia si fuse con la danese NEG Micon (anch’essa produttrice di turbine eoliche) dando vita alla più grande compagnia di costruzione di pale eoliche al mondo, sotto il nome di Vestas Wind Systems. Vestas ha installato turbine eoliche in 60 stati e ha più di 16.000 dipendenti. Fra gli altri risultati finanziari degni di nota, Vestas Wind ha evidenziato nel penultimo trimestre dell’anno un free cash flow positivo per 56 milioni di euro contro un dato negativo di 142 dello stesso periodo del 2012. Al 30 Settembre, il gruppo stima quindi di chiudere l’esercizio con una disponibilità di cassa di 500-700 milioni di euro, il triplo rispetto a 12 mesi fa. Anche sul fronte degli ordinativi, Vestas Wind può vantare un portafoglio clienti in espansione che vede richieste di acquisto turbine in aumento di 400 milioni di euro per arrivare a 13,4 miliardi di consegne previste nell’arco di 12-18 mesi. Lo scorso anno, infine, è stato ridefinito un accordo con le banche che allunga la scadenza di prestiti per 900 milioni di euro al 2015.

Il debito netto è sceso a 728 milioni (1.287 nel 2012) e il rapporto con l’ebitda si attesta ora a 1,4 volte. Decisiva è stata la riduzione di costi industriali e l’alleanza (joint venture) con la giapponese Mitsubishi che a fronte di un impegno da 300 milioni di euro ha avuto accesso al mercato offshore gestito da Vestas Wind.

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