Obbligazioni Veneto Banca: nuovo bond da 300 milioni di euro

Rendimento del 4,25% lordo su 3 anni per la nuova obbligazione lanciata della banca regionale. Alto livello di sofferenze e coefficienti di solvibilità in calo inducono alla prudenza

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Rendimento del 4,25% lordo su 3 anni per la nuova obbligazione lanciata della banca regionale. Alto livello di sofferenze e coefficienti di solvibilità in calo inducono alla prudenza

Veneto Banca torna sul mercato obbligazionario. Sfruttando il buon momento dei tassi bassi, il gruppo trevisano ha lanciato sul mercato un nuovo prestito obbligazionario da 300 milioni di euro nell’ambito del proprio programma Euro Medium Term Notes approvato dal Cda. Già nei primi 6 mesi dell’anno la Capogruppo aveva portato a termine con successo e in condizioni di mercato più difficili, due importanti emissioni, a conferma della fiducia di cui il Gruppo Veneto Banca gode sul mercato: la prima, per 400 milioni di euro, rivolta ad investitori istituzionali qualificati; la seconda, per 350 milioni di euro, relativa ad un prestito obbligazionario convertibile destinata ai soci e, in via residuale, al mercato.

I nuovi bond Veneto Banca scadenza 18 gennaio 2016, pagheranno un coupon annuo del 4,25% mentre lo spread è stato fissato a 375 punti base sopra il midswap. L’asta è stata gestita in qualità di lead manager da Banca Imi, Deutsche Bank, Natixis e Nomura. L’obbligazione Veneto Banca 2016 (Isin XS0975935585) corrisponderà una cedola annuale fissa del 4,25% il 18 gennaio, sarà presto quotato alla borsa del Lussemburgo e negoziabile per importi minimi di 100.000 euro nominali con multipli aggiuntivi di 1.000. Il rendimento offerto a fronte di una corposa domanda da parte degli investitori istituzionali è stato fissato al 4,375% con un prezzo di re-offer a 99,752. Sul mercato over the counter (Otc) è già in rialzo a 100,45. Il rating attribuito a Veneto Banca è BB per Standard & Poor’s.

 

 

Semestrale Veneto Banca in perdita. La Banca d’Italia vigila

 

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Veneto Banca ha chiuso il primo semestre in perdita, e con margine d’interesse e margine d’intermediazione in calo. L’istituto – si legge in un comunicato – ha archiviato la prima parte dell’anno con una perdita netta di 38,6 milioni di euro, determinato essenzialmente da maggiori e più prudenziali accantonamenti su crediti. A fronte di una raccolta diretta aumentata del 7,6%, a 30,8 miliardi, gli impieghi sono scesi dell’1,45%, a 26,5 miliardi, mentre le sofferenze nette sono cresciute del 13%, a 1,37 miliardi (+ 160 milioni di euro) . Una situazione che appare ancora difficile per la banca regionale veneta – commentano gli analisti – ma che non si discosta più di tanto dal quadro generale che affligge il sistema creditizio italiano.

Per quanto riguarda i coefficienti di solvibilità, risulteranno a fine anno leggermente inferiori rispetto ai dati di fine dicembre 2012 (pari al 7,9% per il Tier 1 e al 10% per il Total Capital Ratio) per effetto della contrazione avuta dal patrimonio di vigilanza conseguente alla perdita di periodo registrata. [fumettoforumleft]Intanto, come noto, la banca d’Italia ha avviato controlli specifici nei confronti del gruppo bancario che si sono chiusi il mese scorso. Vincenzo Consoli, amministratore delegato di Veneto Banca, ha spiegato: “Il Cda ha deciso di recepire già nella relazione semestrale i suggerimenti dati dalla Banca d’Italia nel corso della visita ispettiva incentrata sui crediti in bonis e i cui esiti saranno resi noti nei prossimi mesi. Abbiamo contabilizzato larga parte del totale degli accantonamenti relativi al 2013”.

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