Obbligazioni Ubi Cv 5,75% 2013, in arrivo il rimborso

La banca ha deliberato il pagamento in denaro del controverso bond da 639 milioni di euro emesso 4 anni fa quando le azioni valevano 10 euro. Operazione costosa ma apprezzata dal mercato

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La banca ha deliberato il pagamento in denaro del controverso bond da 639 milioni di euro emesso 4 anni fa quando le azioni valevano 10 euro. Operazione costosa ma apprezzata dal mercato

I portatori di obbligazioni convertibili possono tirare un sospiro di sollievo. Il 10 luglio prossimo scadono i termini per il pagamento del bond “UBI Banca Cv 2009-2013 5,75%” da 639 milioni (Isin IT0004506868) e, fino a poco tempo fa non si sapeva bene se l’emittente avrebbe rimborsato in azioni, in cash o entrambe le cose. Da oggi, però, è ufficiale: UBI rimborserà il prestito obbligazionario interamente per contanti.

 

Obbligazioni convertibili UBI 2013 In pagamento il prossimo 10 Luglio

 

Alla luce della solidità patrimoniale e della buona posizione di liquidità del gruppo – si legge in una nota diffusa da UBI – il prestito, in scadenza il 10 luglio 2013 ed in circolazione per un valore nominale complessivo di Euro 639.134.856,00 (tenuto conto delle operazioni di conversione di obbligazioni convertibili in azioni di UBI Banca nel frattempo intervenute), verrà rimborsato integralmente per contanti, mediante il riconoscimento dell’importo di Euro 12,75 per ciascuna obbligazione convertibile presentata per il rimborso. Tale importo sarà corrisposto in data 10 luglio 2013 unitamente all’ultima rata annuale degli interessi prodotti dalle obbligazioni convertibili (5,75% annuo lordo). Resta ferma la facoltà di ciascun possessore di obbligazioni convertibili di esercitare il diritto di conversione in azioni di UBI Banca, di cui all’articolo 5 del Regolamento del Prestito, entro il 3 luglio 2013 e sulla base del rapporto di n. 1,01 azioni di UBI Banca per n. 1 obbligazione convertibile (rapporto di conversione come modificato, ai sensi del Regolamento, a seguito della distribuzione del dividendo deliberata dall’assemblea dei Soci di UBI Banca del 28 aprile 2012).

 

Rimborso bond convertibile Ubi Banca in denaro, i vantaggi dell’operazione

 

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Il bond UBI CV 2013 5,75% è stato emesso nel 2009 con l’azione che all’epoca scambiava intorno a 10 euro, non lontano dallo strike di conversione fissato a 12,75. Da allora, però, di cose ne sono cambiate parecchie. Se per un certo periodo il prezzo dell’istituto si è mantenuto in un campo di variazione non lontano dallo strike price, tanto che il prezzo del bond arrivò addirittura a 105 (vedi grafico), successivamente il prezzo dell’azione è crollato ai minimi di sempre, fin sotto i 2 euro lo scorso anno.

Essendo ora il prezzo lontanissimo dallo strike price, l’obbligazione convertibile è diventata a tutto gli effetti una “plain” – fa notare un trader – cioè con probabilità di conversione da parte dell’obbligazionista quasi nulle. D’altro canto, però, vi è sempre la facoltà da parte dell’emittente di decidere come rimborsare il bond e, considerato il periodo di magra per le banche, non era certo nelle intenzioni dei vertici di UBI tirar fuori centinaia di milioni di euro. Tuttavia, con i prezzi così sacrificati, la banca avrebbe dovuto mettere sul piatto un quantitativo eccessivo di azioni di compendio con effetto diluitivo sul capitale non trascurabile. Oltre a ciò, bisognerebbe considerare un 10% di sconto – come previsto dal regolamento – sul prezzo medio rilevato dopo l’annuncio del rimborso sino a sei giorni prima dell’efficacia, utilizzato per calcolare il numero di azioni da consegnare agli obbligazionisti. Cosa che avrebbe condizionato l’andamento del titolo azionario esponendolo a manovre speculative, come avvenuto per il Credito Valtellinese lo scorso anno. Si è così deciso per il rimborso in denaro. Anche per una questione di immagine.

 

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