Obbligazioni Terna: bond ad alta tensione

Collocato in un lampo 750 milioni di titoli a sei anni con rendimento del 3%. Forte domanda da parte degli investitori anglosassoni che preferiscono l’utility italiana ai Btp

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Collocato in un lampo 750 milioni di titoli a sei anni con rendimento del 3%. Forte domanda da parte degli investitori anglosassoni che preferiscono l’utility italiana ai Btp

Anche Terna, dopo Enel, torna a dare una scossa al mercato obbligazionario italiano. Nell’ambito del Programma Euro Medium Term Notes, la società che gestisce la trasmissione di energia elettrica in Italia ha lanciato un’emissione obbligazionaria destinata a investitori istituzionali per 750 milioni di euro con scadenza 16 febbraio 2018. Il bond, a tasso fisso con cedola del 2,875% (Isin: XS0843310748), è stato prezzato a 99,736% e ha visto richieste da parte degli investitori istituzionali superare di cinque volte l’ammontare messo in asta da un pool di banche composto da Credit Suisse, Deutsche Bank, Mediobanca, Morgan Stanley, Société Générale ed Unicredit. Il nuovo titolo Terna 2018 sarà trattato presso la borsa del Lussemburgo, oltre che sul Mot, per tagli minimi di 100.000 euro con multipli aggiuntivi di 1.000. Il rendimento finale offerto sfiora quindi il 3% lordo a scadenza e, se paragonato a quello dei Btp di eguale durata, c’è subito da notare una differenza di 80 basis point a favore del monopolista italiano che evidentemente è ritenuto dagli investitori più affidabile dei titoli di stato italiani.

 

Obbligazioni Terna 2,875% scadenza 2018 più sicure dei Btp

 

Al titolo, infatti, è stato attribuito un rating “A-” da Standard and Poor’s, “Baa1” da Moody’s e “A” da Fitch con outlook negativo, ma comunque superiore di un gradino alla valutazione dei titoli del debito pubblico tricolore. Un’anomalia che la dice tutta – commenta John Wakeman di Nomura – sul disallineamento dei rendimenti fra titoli di stato (Btp) e grosse compagnie di interesse nazionale, dovuto al fatto che lo spread Btp-Bund è fuori controllo già da tempo e molti  investitori hanno deciso di tagliare i ponti con i titoli di stato italiani preferendo gli emittenti corporate.

Terna – secondo Nomura – è la migliore utility italiana poiché gli interessi della società  guidata da Flavio Cattaneo  sono allineati con quelli del Governo, che punta a rendere il sistema elettrico nazionale più efficiente e meglio interconnesso. Inoltre, la decisione del management di distribuire anche per quest’anno un acconto sul dividendo il 22 novembre, nonostante la grave crisi che incombe sull’Italia, rafforza la convinzione che Terna sia un emittente di prim’ordine nel panorama delle utility europee, come anche evidenziato dall’andamento del titolo azionario in borsa (vedi grafico sotto).

 

Obbligazioni Terna ben comprate dagli investitori anglosassoni

 

Anche per Morgan Stanley e Citigroup, Terna resta uno dei titoli preferiti da inserire nei portafogli obbligazionari d’oltre oceano, come conferma la pioggia di prenotazioni giunte dagli investitori istituzionali americani e inglesi (quasi il 30%) che ultimamente non sono stati troppo teneri con l’Italia. Secondo gli analisti delle banche americane, la prevedibilità del business dei tralicci e a una durata del debito piuttosto lunga sono considerati un porto sicuro. Inoltre c’è piena fiducia nel management che ha confermato di recente i target per l’esercizio 2012: Ebitda margin al 76-77%, debito netto sotto i 6 miliardi di euro e costo medio del fundig al 3,2%. Secondo il documento sulla strategia energetica nazionale, poi, Terna investirà 7,9 mld di euro fino al 2021 per dotare il sistema elettrico di una rete sempre più  sicura, moderna e all’avanguardia nel campo dell’innovazione e della tecnologia.  I benefici per il paese sono individuati in: maggiore capacità di import stimato tra 3.000 MW a 5.000 MW; riduzione delle congestioni tra 5.000 e 9.000 MW; diminuzione delle perdite di energia per circa 1,2 TWh all’anno e riduzione delle emissioni di CO2 per circa 11 mln di tonnellate. In termini economici i benefici stimati sono pari a circa 1,6 mld di euro all’anno.

 

Uno sguardo ai conti di Terna del primo semestre 2012

 

Nonostante il calo della domanda di energia elettrica, il gruppo guidato da Cattaneo ha chiuso il primo semestre 2012 con ricavi pari a 856,6 milioni di euro, in crescita del 7,9% rispetto ai 794,1 milioni della prima metà del 2011. Il margine operativo lordo è salito del 10,3% a 669 milioni di euro mentre il reddito operativo è migliorato del 12,2% a 464 milioni di euro. L’utile netto si è attestato a 222 milioni di euro, in calo del 4,9% a causa dell’introduzione della Robin Hood Tax (+13,2% senza). Al 30 giugno 2012, il Debito lordo del gruppo ammontava a 7,6 miliardi di euro, composto da: 5.04 miliardi in obbligazioni, 1,38 miliardi di euro in finanziamenti concessi per progetti di sviluppo della Rete Elettrica Nazionale dalla BEI (Banca Europea per gli investimenti), 1,21 miliardi in finanziamenti bancari a lungo termine.

 Il Gruppo ha poi 1,74 miliardi di cassa e altri strumenti finanziari equivalenti. L’indebitamento finanziario netto effettivo delle attività continuative risulta pari a 5,88 miliardi di euro.

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