Obbligazioni Telecom Italia: franano i prezzi. Il trentennale rende il 7,50%

Conti semestrali, rifiuto di partnership strategiche, causa Vodafone e patto di sindacato in scadenza, fanno schizzare i rendimenti dei bond telefonici. Occasione d’acquisto?

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Conti semestrali, rifiuto di partnership strategiche, causa Vodafone e patto di sindacato in scadenza, fanno schizzare i rendimenti dei bond telefonici. Occasione d’acquisto?

Tutti addosso a Telecom Italia. Dopo la diffusione dei risultati semestrali, per niente brillanti, il colosso telefonico italiano presieduto da Franco Bernabé è sotto attacco speculativo. Al mercato non sono per niente piaciute le precedenti mosse dei vertici di Telecom che hanno rifiutato l’ingresso strategico nell’azionariato da parte del magnate egiziano Naugrib Sawiris e dei cinesi della Hutchinson Wampoa. Sbattere la porta in faccia a una pila di miliardi in un momento in cui il debito di gruppo non accenna a scendere e in cui si perdere troppo tempo per lo scorporo della rete, è suonato male agli investitori. Consci che in Italia le cose si tirano sempre troppo per le lunghe e che dietro interessi economici si celino troppo spesso interessi politici che ingarbugliano la visione finanziaria di Telecom Italia, si sono messi a vendere titoli azionari e obbligazionari a piene mani. Come se non bastasse è arrivata anche la notizia che Vodafone ha deciso di incorrere in vie legali contro i rivali di Telecom Italia per condotta abusiva e concorrenza sleale, mirata a ostacolare la crescita del mercato libero della rete fissa. Vodafone ha confermato la scelta e chiede un risarcimento danni di un miliardo di euro, mentre Telecom si difende e assicura la propria correttezza. Non è la prima volta che Vodafone avvia azioni civili nei confronti di Telecom Italia, per ora sempre finite nel nulla, ma questa volta sembrano esserci i presupposti per uno scontro molto più pericoloso per la compagnia nazionale, vista anche la recente condanna dell’Antitrust, costata a Telecom più di 100 milioni di euro.

 

 

Obbligazioni Telecom Italia 7,75% 2033 sotto pressione

 

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Ma veniamo ai titoli.

Se l’azione è stata schiacciata sui minimi storici, sotto quota 0,5 euro, nel timore che Telecom Italia possa varare presto o tardi un aumento di capitale (benché smentito da Bernabé), le obbligazioni non vanno certo meglio. Il bond Telecom Italia 4% 2020 (Isin XS0868458653) ha perso 12 punti nel giro di tre mesi con scarichi pesanti da parte degli investitori istituzionali dopo che l’agenzia di rating Fitch ha tagliato il rating a BBB- con outlook negativo. Non meglio vanno le cose sulla parte più lunga della curva dove il bond Telecom Italia Finance 7,75% da 1,05 miliardi di euro (Isin XS0161100515) molto seguito da traders e piccoli risparmiatori, anche per via del taglio minimi di negoziazione pari a 1.000 euro, è precipitato dai massimi di 120 da maggio a circa 103 dei giorni scorsi. Per effetto il rendimento si è alzato al 7,50% costituendo, per certi versi, una possibile occasione di acquisto. Il bond è infatti di tipo senior unsecured e paga una cedola annuale il 31 gennaio pari al 7,75% e offre un rendimento migliore rispetto alla concorrenza europea e non è escluso – osserva un trader – che l’attuale accerchiamento speculativo intorno al colosso telefonico italiano sia stato mirato proprio per far scendere i prezzi consentendo a qualcuno di entrare con rendimenti più vantaggiosi. Tutto sembra ruotare, infatti, intorno all’assetto della holding che controlla Telecom Italia, più che ai conti semestrali: alla fine del prossimo mese si aprirà una finestra per l’uscita dal patto di sindacato della holding e qualche socio Telco (che controlla Telecom al 22,4%) potrebbe farci un pensierino, come Mediobanca e Generali. Le due società italiane del patto di sindacato – secondo indiscrezioni – temono infatti che per restare in gioco dovranno aprire ancora il portafoglio sostenendo un probabile aumento di capitale, così stanno cercando di uscire con la scusa di ritenere l’investimento non più strategico. [fumettoforumright]

 

 

Telecom Italia in perdita nel primo semestre 2013

 

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Nel primo semestre dell’anno Telecom Italia ha perso 1,4 miliardi di euro a causa di svalutazioni dell’avviamento per 2,2 miliardi. Nel periodo di riferimento i ricavi si sono attestati a 13,76 miliardi di euro, in calo del 2,7% in termini organici.

Il colosso telefonico ha registrato anche un calo del 6,8% in termini organici dell’Ebitda e ha rivisto l’obiettivo 2013 al ribasso a calo “mid-single digit”, da calo “low single digit”. Lo dice una nota della società, aggiungendo che sono confermati i target sui ricavi organici, attesi stabili nel 2013 e sul debito netto, a 27 miliardi. Il gruppo valuta inoltre in modo positivo le recenti decisioni dell’AgCom e conferma quindi la volontà di proseguire con il piano di societarizzazione della rete telefonica fissa. La società opera e chiude il semestre con una perdita netta di 1,4 miliardi. Secondo gli analisti di Fitch che hanno recentemente tagliato il rating di Telecom Italia, l’erosione della generazione di cassa dovrebbe protrarsi al 2014, ma se le attività sul mercato domestico si stabilizzano e il debito verrà portato sotto controllo, Fitch ritiene che Telecom Italia sia da rating “investment grade”.

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