Obbligazioni in sterline: World Bank 2023

Le obbligazioni World Bank 2023 in sterline rappresentano una valida scommessa sulla valuta britannica

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Le obbligazioni World Bank 2023 in sterline rappresentano una valida scommessa sulla valuta britannica

La sterlina inglese (GBP) continua a indebolirsi nei confronti dell’euro e torna ai livelli del 2008. Molti investitori stanno quindi pensando di acquistare obbligazioni in sterline per approfittare di un futuro  apprezzamento della valuta britannica. Come i recenti bond emessi da World Bank con scadenza 2023.

Le obbligazioni in sterline World Bank 2023 sono state studiate anche per i piccoli risparmiatori, quindi non solo per gli investitori istituzionali abituati a maneggiare cifre milionarie. Il bond Wordl Bank (codice ISIN  XS1502564617) è infatti negoziabile per tagli da 1.000 GBP e offre una cedola a tasso fisso del 0,625% per sette anni. Il rendimento non è incoraggiante, ma si tratta di una obbligazione bancaria a media durata che gode delle massime garanzie a livello internazionale (rating AAA per tutte le agenzie). Il bond Wordl Bank è stato emesso per un corrispettivo di 300 milioni di Gbp ed è quotato sulla borsa del Lussemburgo. Stacca la cedola il 15 dicembre di ogni anno. Difficile, però, dire quale sarà il livello ottimale di ingresso nella valuta britannica che potrebbe continuare a scendere e c’è addirittura chi ipotizza il livello di parità con l’euro entro l’anno.

Bce verso il tapering, si rafforza l’euro

La moneta unica è salita ai massimi degli ultimi cinque anni contro la sterlina. Attualmente il cambio euro/sterlina è a 0,902 con il rialzo del rendimento dei bond governativi tedeschi ha favorito la moneta unica. La BCE ha poi annunciato un possibile piano di tapering che ha aiutato l’euro anche contro le altre valute. Diversi rumors si sono rincorsi ieri sul possibile ritiro progressivo degli acquisti di titoli pubblici da parte di Francoforte. La notizia sembrerebbe essere partita da fonti vicine alla Banca Centrale Europea.

Nonostante Francoforte non abbia confermato l’indiscrezione, i mercati hanno accolto positivamente la notizia e il risultato si è visto sul cambio con la sterlina. A quanto pare, l’accordo generale sarebbe già stato scritto. Il volume degli acquisti dovrebbe scendere dagli 80 miliardi ai 10 miliardi. Non è ancora chiaro quando il piano potrebbe essere attuato. Sulla data le notizie sono controverse, ma molti credono si inizierà dopo marzo 2017. Se tutto fosse confermato, significherebbe un passo indietro di Mario Draghi rispetto alla sua politica espansiva, criticata da sempre da più parti. Eppure, solo qualche giorno fa il numero uno della BCE aveva difeso i tassi più bassi davanti al Parlamento tedesco. Tuttavia, è noto a tutti che per la Germania un rialzo dei tassi andrebbe a vantaggio del comparto bancario, risolvendo un bel po’ di questioni spinose.

Brexit indebolisce la sterlina e l’economi britannica

Durante la conferenza alla Camera a Birmingham, il primo ministro inglese ha affidato ai giornalisti un comunicato stampa. Nella nota, Theresa May conferma la necessità di sviluppare un nuovo sistema politico ed economico. Soprattutto sarà importante dettare nuove regole che tutti devono rispettare. I valori del nuovo sistema devono essere correttezza e opportunità. Secondo il ministro, il cambiamento auspicato porterà la Gran Bretagna ad essere un paese unito dove “i potenti ed i privilegiati non potranno ignorare più gli interessi del popolo”. La May ha raccolto la pesante eredità lasciata da Cameron con grande fermezza. Le sue prossime mosse riguarderanno innanzitutto il sistema occupazionale, l’immigrazione e gli investimenti. Per risollevare lavoratori e famiglie occorreranno 5 miliardi di sterline. La May non nasconde, peraltro, di avere molto interesse ad intensificare i rapporti con la Cina. Cambio Euro Sterlina dunque che attende il divorzio tra Londra e Bruxelles, con gli investitori per ora nervosi e indecisi, ma ancora cauti.

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