Obbligazioni Sisal Pay a 7 anni, ecco perché sembra buona occasione d’investimento

Bond "junk" con cedola variabile e rendimento apparentemente molto interessante. Vediamo perché la nuova emissione di Sisal Pay sarebbe allettante per gli investitori italiani.

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Sisal ha appena emesso un bond senior non callable per 530 milioni di euro, scadenza 17 dicembre 2026, e rivolto agli investitori istituzionali, offrendo una cedola annuale del 3,875% sopra il tasso Euribor a 3 mesi (ISIN: XS2092610141) e pagabile trimestralmente. Il prezzo di emissione è stato alla pari, cioè uguale a 100. Con i proventi, la società provvederà al rimborso di poco meno di 400 milioni di euro dei bond callable con scadenza nel luglio 2023, mentre per il resto verranno destinati alla creazione della newco con Intesa-Sanpaolo per la gestione dei pagamenti elettronici.

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Le obbligazioni di Sisal Pay verranno negoziate alla Borsa del Lussemburgo con taglio minimo di 100.000 euro, ma la società farà richiesta di ammissione anche alle negoziazioni dell’Extra-MoT Pro di Borsa Italiana. L’emissione di per sé comporta risparmi iniziali stimabili in più di 9 milioni di euro all’anno di interessi. Infatti, il bond che verrà rimborsato anticipatamente presenta cedola al 7%, mentre la cedola che verrà corrisposta in questa prima fase agli obbligazionisti sarebbe nell’ordine del 3,485%, considerando che oggi l’Euribor a 3 mesi si attesta al -0,39%. Pertanto, Sisal dovrebbe sborsare inizialmente quasi 18,5 milioni di euro per le nuove cedole, in cambio risparmiandone per circa 27,67 milioni.

Trattasi di un bond “high yield” o “junk”, cioè gode di rating molto bassi. Standard & Poor’s assegna al debito di Sisal un giudizio di “B+” con oulook negativo, mentre Moody’s lo valuta “B1” con outlook positivo. La società ha un indebitamento pari a 2,1 volte l’Ebitda, pur in forte calo dal rapporto di 3,6 di fine 2018. E allora, perché sembra ugualmente una buona occasione d’investimento? Anzitutto, l’emissione senior è garantita dagli assets societari.

Secondariamente, a meno che non pensiamo che davvero la società attiva nei giochi e con 46.000 sportelli e ricevitorie in tutta Italia fallisca, il rendimento offerto appare interessante sia all’atto dell’emissione, sia particolarmente in prospettiva.

Quale cedola?

L’Euribor a 3 mesi sarà il driver della cedola, per cui all’investitore conviene che questo salga. E ciò avverrebbe nel caso in cui le condizioni monetarie nell’Eurozona si facessero più restrittive, ossia con un rialzo dei tassi. L’evento porterebbe a un calo generalizzato dei prezzi obbligazionari, cioè a un aumento dei rendimenti dei bond. Tuttavia, nel caso specifico avverrebbe l’opposto, perché la più alta cedola che verrebbe corrisposta agli obbligazionisti attirerebbe la domanda, per cui il prezzo salirebbe, andando controcorrente. Ed è molto probabile, per non dire quasi certo, che da qui ai prossimi 7 anni la BCE alzi i tassi. Ne consegue che questo bond si farebbe più interessante entro la scadenza, sebbene la valutazione debba essere meno immediata.

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Un esborso eccessivo da parte di Sisal per il pagamento delle cedole creerebbe nuove tensioni finanziarie, quando già oggi il debito è valutato dalle agenzie di rating “spazzatura”. Ma questo la società lo ha messo in conto, se è vero che il bond che andrà a rimborsare in anticipo renda oggi all’incirca il 5,80%, cioè qualcosa come oltre 230 punti base in più della nuova emissione in questa prima fase, e per giunta per una scadenza di 3 anni e mezzo più corta. Sisal evidentemente scommette sul mantenimento di condizioni monetarie accomodanti nell’area, tali per cui la cedola media nel periodo si attesterebbe sotto quel 7% offerto dal callable 2023. Ma anche se così fosse, di questi tempi quasi non si trovano rendimenti in area 3,5% e per un investimento di soli 7 anni. Il BTp di pari durata, tanto per fare un esempio, nemmeno arriva all’1%.

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