Obbligazioni Scholz 8,50% 2017 sotto pressione, anche il riciclo dei metalli ferrosi in difficoltà

Rendimento del 20% per il bond in euro del gruppo tedesco attivo nella lavorazione di metalli. L’azienda vara un importante piano di ristrutturazione finanziaria e venderà assets per evitare il default

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Rendimento del 20% per il bond in euro del gruppo tedesco attivo nella lavorazione di metalli. L’azienda vara un importante piano di ristrutturazione finanziaria e venderà assets per evitare il default

Il settore dell’acciaio è in crisi e con esso anche le industrie attive nel campo del riciclaggio di materiali ferrosi. Una di queste è la tedesca Scholz AG, che dal 1872 ricicla metalli e scarti ferrosi provenienti da diverse parti del mondo con volumi che superano i 10 milioni di tonnellate ogni anno. Le sue attività si svoglono in più di 500 siti sparsi per il mondo, ma in particolare nel centro Europa. Oltre a ciò Scholz fornisce da qualche anno semilavorati in alluminio e acciaio di alta qualità per conto di importanti industrie automobilistiche europee. Purtroppo i risultati del primo trimestre 2012 non sono stati brillanti con un Ebitda sceso a 34,8 milioni di euro da 61,9, mentre il risultato netto è stato negativo per 4 milioni (+19 nello stesso periodo del 2012). Le vendite di materiali semilavorati da riciclo si sono attestate a 2,3 milioni di tonnellate, 400.000 meno rispetto al 2012, il che lascia intendere che i volumi del gruppo Scholz potrebbero scendere per la prima volta quest’anno sotto la soglia dei 10 milioni di tonnellate. Un camapnello d’allarme che però non è stato trascurato dal management.

 

Le obbligazioni Scholz AG 8,50% 2017 rendono il 20%

 

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Il gruppo Scholz è presente sul mercato dei capitali con una obbligazione in euro da 182,5 milioni, il bond Scholz AG 8,50% 2017 (Isin AT0000A0U9J2). Il titolo, quotato alla Borsa di Francoforte e Lussemburgo, è stato emesso a 100 nel marzo del 2012, ma da circa due mesi è sotto pressione e ha iniziato a perdere terreno arrivano a rendere oltre il 20% a scadenza a fronte di un prezzo sceso intorno a 70. A deprimere i corsi del titolo, che viene scambiato per tagli minimi da 1.000 euro nominali anche sul mercato OTC (over the counter), è stato un comunicato diffuso dall’azienda prima della pubblicazione dei risultati semestrali indicante la necessità di attuare misure di ristrutturazione delle scadenze debitorie e di contenimento dei costi a causa dell’impatto che avrà sull’esercizio finanziario in corso il default di un importante debitore australiano, cliente di Scholz.

Il management ha lasciato intendere che tali misure non riguarderanno il pagamento degli interessi (cedole) annuali in corso, anche perché il prossimo pagamento è previsto per l’8 marzo 2014. Tuttavia gli investitori si sono allarmati e hanno cominciato ad alleggerire le posizioni sull’industria metallurgica. Come conseguenza, l’agenzia di rating Euler Hermes ha messo sotto osservazione il rating BB- di Scholz AG per un probabile downgrade.

 

Approvata la ristrutturazione finanziaria di Scholz, ma solo per un anno

 

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Nel frattempo i vertici della compagnia metallurgica hanno approvato, in accordo coi creditori e le banche, un piano di ristrutturazione per mettere in sicurezza i conti del gruppo fino al 2015. In sostanza, tutti i pagamenti nei confronti di creditori e fornitori saranno sospesi fino alla fine del 2014, ad esclusione di quelli relativi al bond. L’obbligazione – spiegano gli analisti di Deutsche Bank – è stata risparmiata in quanto un eventuale interruzione del pagamento degli interessi costituirebbe evento di default, ma non è escluso che, se le misure adottate non dovessero essere sufficienti, possa essere coinvolta in una ristrutturazione anche la compagine obbligazionaria. Fra 6 mesi Scholz dovrà infatti staccare una cedola di 15,5 milioni di euro. Tuttavia,l’accordo prevede anche che le banche forniscano la liquidità necessaria per le ordinarie attività del gruppo, il pagamento degli stipendi degli oltre 7.000 dipendenti e anche la cedola del prossimo 8 marzo, mentre il gruppo s’impegnerà a cedere alcune attività non core allo scopo di ridurre il pesante fardello debitorio che ammonta a 1,015 miliardi di euro, tanto quanto i monte ricavi del gruppo atteso per quest’anno. Del resto il contesto macroeconomico – come fa notare la stessa Scholz in un comunicato – è sempre più incerto nel settore dell’industria metallurgica, non tanto per il calo della domanda alla quale tutte le industrie del settore si stanno adeguando, ma per via della pressione sui prezzi causata dalla concorrenza cinese.

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