Schmolz-Bickenbach, obbligazioni d’acciaio al 15%

Fra i bond ad alto rendimento, quelle della famosa compagnia svizzera offre un rendimento allettante fino al 2019. Occasione di acquisto o elevato rischio di farsi male?

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Fra i bond ad alto rendimento, quelle della famosa compagnia svizzera offre un rendimento allettante fino al 2019. Occasione di acquisto o elevato rischio di farsi male?

La crisi economica non risparmia nemmeno l’inossidabile Schmolz-Bickenbach. Il noto produttore e fornitore di acciaio svizzero, fondato nel 1919 da Arthur Schmolz and Oswald Bickenbach, leader europeo per soluzioni integrate di alta qualità, ha recentemente presentato un conto economico semestrale con bassi ricavi e deboli guadagni al punto che la società ha deciso pochi giorni fa di cambiare i vertici della holding. Il gruppo svizzero con sede a Emmenbrücke, 10.000 dipendenti e un giro d’affari che lo scorso anno si è attestato sui 4 miliardi di euro, nella prima metà del 2012 ha generato ricavi per 1.975 milioni di euro, in flessione del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2011. Un calo fisiologico dovuto alla crisi verrebbe da pensare, ma non è così. O meglio, non solo. La nota dolente arriva infatti dalle altre voci del conto economico, quali l’Ebitda, che gli investitori guardano con particolare attenzione, che è crollato del 36,4% a quota 126 milioni di euro, accompagnato da un risultato netto che è crollato del 74%, a 18 milioni di euro. La causa principale è stata sicuramente la crisi – commenta Robert Flemming di Barclay – che ha colpito duramente i dettore siderurgico, ciclico per eccellenza, strettamente legato all’industria automobilistica dei paesi del Sud Europa. Ma a pesare sui conti di Schmolz e Bickenbach è stato anche il costo delle materie prime che ha determinato maggiori oneri finanziari a livello di bilancio, così come ha inciso di parecchio il costo del personale e la gestione degli affari. Anche gli ordinativi sono andati a picco e pertanto non si prevede – osserva la società svizzera in una nota – un recupero della domanda entro l’anno in corso con ulteriori cali dei volumi finali di vendita i cui risultati non potranno che ripercuotersi sul bilancio finale del 2012.

Di conseguenza, saranno implementate a breve misure di ristrutturazione individuali (licenziamenti) oltre a programmi di ottimizzazione dei costi.

 

Le obbligazioni Schmolz e Bickenbach 9,875% 2019 in dettaglio

 

Alla borsa di Zurigo il titolo azionario ha perso in sei mesi il 50% (vedi immagine a lato) del proprio valore, a quota 3,70 franchi, sui minimi di sempre, facendo peggio del comparto a livello internazionale, mentre l’obbligazione high yield è scesa del 20% da quando è stata quotata il 15 Maggio scorso alla borsa del Lussemburgo a 97%. Gli analisti sono concordi nel ritenere che il titolo azionario vada sottopesato anche in vista di un possibile aumento di capitale che potrebbe essere varato il prossimo anno, anche perché il debito netto è salito al 30 Giugno a quota 912 milioni di euro (+6%), il cash flow è passato in territorio negativo (-5.6 milioni) e i costi finanziari potrebbero diventare insostenibili nei prossimi mesi in assenza di interventi strutturali se la crisi non accennerà a rientrare, come pare. Diversa è invece la posizione degli analisti nei confronti delle obbligazioni Schmolz + Bickenbach Luxembourg 9,875% 2019 (Isin: DE000A1G4PS9) emesse sul mercato dei capitali quattro mesi fa per un ammontare di 258 milioni di euro. A questi prezzi (80) – commenta Flemming – il bond offre un rendimento del 15% lordo a scadenza scontando già ampiamente il piano di ristrutturazione industriale appena illustrato dal management e che sarà attuato abbastanza in fretta anche attraverso dismissioni non core, entro la fine dell’anno. I  fondi d’investimento hanno sicuramente alleggerito la posizione del settore anche all’ombra dei risultati semestrali presentati dai colossi Thyssenkrupp e ArcelorMittal, non proprio incoraggianti, ragion per cui pure Schmolz-Bickenbach è scesa di prezzo, anche per via della lunga duration (sette anni) del bond. Il rating delle agenzie internazionali è B+ per Standard & Poor’s e B1 per Moody’s (outlook stabile) e al momento non sembra essere compromesso almeno fino a metà novembre quando usciranno i dati finanziari del trimestre in corso anche perchè il rapporto debt/ebitda sembra potersi mantenere sotto la soglia del 4%.

Le obbligazioni, con scadenza 15 Maggio 2019, sono trattate con tagli minimi da 100.000 euro nominali con multipli aggiuntivi di 1.000 e sono state listate alla borsa del Lussemburgo da una società finanziaria interamente controllata dalla compagnia svizzera (Schmolz+Bickenbach Luxco SA).

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