Salini sta per emettere un bond da 500 milioni: prime indiscrezioni

L’operazione servirà a ottimizzare la struttura finanziaria post fusione con Impregilo. Investitori e fondi d’investimento pronti a dare massima fiducia all’imprenditore romano

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L’operazione servirà a ottimizzare la struttura finanziaria post fusione con Impregilo. Investitori e fondi d’investimento pronti a dare massima fiducia all’imprenditore romano

Dopo la scalata al gruppo Impregilo, Salini si appresta a lanciare sul mercato un bond da 500 milioni di euro (Salini Impregilo, un bond per chiudere i conti con le banche).

I proventi serviranno a ottimizzare la struttura finanziaria post fusione con Impregilo, anche attraverso l’estinzione anticipata di un “corrispondente valore del finanziamento dell’Opa” con cui il gruppo romano ha preso il controllo di Impregilo dopo una battaglia senza esclusione di colpi contro Marcello Gavio. L’intenzione di emettere un bond emerge dalla documentazione relativa all’operazione di fusione dove si indica che le procedure necessarie all’emissione del prestito sono in via di finalizzazione, alla data di approvazione del progetto di fusione (24 giugno). Il tutto – secondo indiscrezioni – dovrebbe essere pronto entro la metà del mese di Luglio quando gli advisors incaricati renderanno noti i dettagli dell’operazione. Al momento non si sa molto, ma pare che il bond da 500 milioni sarà di tipo senior, a tasso fisso in euro, destinato a investitori istituzionali, e che la durata sarà di 5 anni.

 

Bond Salini Costruzioni a tasso fisso scadenza 2018

 

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L’offerta promette di essere ben accolta dopo che il costruttore romano Pietro Salini è riuscito a portare in porto l’ambizioso attacco al concorrente Gavio, ha creato valore sulle azioni (+46% in un anno) e ha presentato un progetto di integrazione  che ha suscitato l’approvazione del mercato. Il piano punta ad aumentare il fatturato di oltre il 60% nell’arco di quattro anni e prevede sinergie da integrazione per quasi 100 milioni a  regime dal 2016 mentre e costi straordinari per circa 20-30 milioni tra 2013 e 2014. Benché il settore delle costruzioni sia uno dei più colpiti dalla crisi economica, gli investitori – secondo gli analisti di Credit Suisse – stimano molto il gruppo Salini che è riuscito a comprare Impregilo con i proventi delle attività del gruppo (Ecorodovias e i Cdr della Campania) e ora con la fusione scaricherà il debito della scalata sulle due aziende con l’obiettivo di azzerarlo già alla fine del 2014. L’imprenditore romano ha poi conquistato anche la fiducia del mercato, perché dal momento in cui ha iniziato a rastrellare azioni ad ora, ha sempre tenuto fede alle promesse fatte creando valore per gli investitori. Il rapporto di concambio della fusione inversa per incorporazione di Salini in Impregilo, è  di 6,45 azioni Impregilo ogni azione Salini. Post operazione l’azionariato vedrà Salini Costruttori con una quota dell’89,95% del capitale, il restante 10,05% di altri azionisti. Ma il costruttore romano si è detto disponibile a scendere sotto la maggioranza del capitale a fronte di  un progetto di sviluppo in chiave europea. In futuro la famiglia Salini potrebbe scendere anche sotto il 50% della nuova società che nascerà dalla fusione tra Impregilo e Salini, nel caso di importanti acquisizioni o dell’ingresso di nuovi soci.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni societarie, Obbligazioni Salini

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