Obbligazioni in rubli: Société Générale 7,50% 2018 in negoziazione sul MOT

Disponibili sul MOT di Borsa Italiana obbligazioni in rubli (XS1490848279) emessi da Société Générale. Cedola 7,50% per due anni con pagamento in euro

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Disponibili sul MOT di Borsa Italiana obbligazioni in rubli (XS1490848279) emessi da Société Générale. Cedola 7,50% per due anni con pagamento in euro

Per gli amanti delle obbligazioni in rubli, sono disponibili da oggi nuovi titoli sul MOT. Il mercato obbligazionario telematico gestito da Borsa Italiana ospita infatti nuove obbligazioni denominate in valuta russa emesse da Société Générale.

L’obbligazione in rubli (ISIN XS1490848279) è stata collocata da Société Générale presso la borsa del Lussemburgo il 17 novembre 2016 al prezzo di 100. Negoziabile per importi minimi di 70.000 rubli russi (RUB), circa 980 euro, è disponibile da oggi anche sul circuito telematico di Borsa Italiana. Il bond bancario senior unsecured è stato collocato per 1.750 milioni di rubli e corrisponde una cedola a tasso fisso del 7,50% che viene staccata il 17 novembre di ogni anno. Il rimborso avverrà in unica soluzione il 19 novembre 2018. Sia il pagamento delle cedole che il rimborso avverranno in euro. Il rating assegnato dalle agenzie ai bond è A per Fitch e Standard & Poor’s e A2 per Moody’s.

Rublo russo strettamente dipendente dal prezzo del petrolio

Come noto il rublo, una delle valute più volatili fra quelle delle economie emergenti, rischia di indebolirsi ancora nei confronti dell’euro. L’economia russa è molto dipendente dal prezzo delle materie prime e, in particolare, dal petrolio di cui la Russia è il primo produttore al mondo al di fuori dell’Opec. Recentemente la governatrice della Banca Centrale russa, Elvira Nabiullina, ha smorzato gli ultimi entusiasmi per un miglioramento sostanziale dell’economia prevedendo una crescita moderata dell’economia mondiale e il permanere delle sanzioni ai danni della Russia. In particolare, la Banca Centrale si aspetta che il prezzo del petrolio “oscilli intorno ai 40 dollari al barile” per i prossimi tre anni, che saranno dunque “una sfida” per la Russia. Nabiullina ha indicato la possibilità che il greggio precipiti anche “a 25 dollari”. L’export russo, inoltre, “resterà basso”. La Banca Centrale si aspetta dunque una “crescita moderata” del Pil per il prossimo anno e se non verranno varate riforme strutturali non verrà superata la soglia “del 2%”.

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Argomenti: Mercati Emergenti, Nuove emissioni, collocamenti, Societé Générale, Bond in rubli

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