Obbligazioni Piaggio 7%: battere la crisi con agilità sulle due ruote

Debito netto in calo e prospettive di crescita incoraggianti nei mercati emergenti attirano gli investitori più attenti. Il piccolo bond da 150 milioni è una delle perle dei titoli di debito corporate italiani

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Debito netto in calo e prospettive di crescita incoraggianti nei mercati emergenti attirano gli investitori più attenti. Il piccolo bond da 150 milioni è una delle perle dei titoli di debito corporate italiani

Perchè puntare sulle obbligazioni Piaggio 7% – Meglio le due o le quattro ruote? Stando ai recenti dati di bilancio trimestrali di Fiat e di Piaggio, non c’è alcun dubbio: meglio puntare sull’azienda di Pontedera. Ovviamente stiamo parlando di obbligazioni e di sostenibilità del debito di gruppo. Quello di Fiat è letteralmente esploso nel terzo trimestre dell’anno (+70%) a 5,8 miliardi di euro, rispetto ai 3,4 miliardi della fine del secondo trimestre comprimendo i prezzi dei bond, mentre quello di Piaggio è diminuito di 20 milioni (-5,7%). Tant’è che le relative emissioni obbligazionarie, che godono dello stesso rating di Standard & Poor’s (BB), viaggiano su rendimenti decisamente distanti fra loro.

Bond Piaggio senior unsecured: largo alle presentazioni

Piaggio è presente sul mercato dei capitali con un solo bond senior unsecured da 150 milioni emesso due anni fa (isin: XS0471946367) a favore di investitori istituzionali (lotto minimo 100 mila euro) per rifinanziare un debito in scadenza di 82 milioni e per rimborsare anticipatamente un altro bond al 10% in scadenza nel 2012. L’interesse fisso del 7% è corrisposto due volte all’anno con cedola del 3,5% il primo dicembre e il primo giugno fino a dicembre 2016. Il rendimento a scadenza è del 6,95% essendo trattato intorno a 100,35 alla borsa del Lussemburgo, quindi due punti percentuali in meno rispetto ai titoli Fiat che, nonostante la popolarità delle sue emissioni, sembra avere difficoltà di tenuta dei corsi, come osservato recentemente da tutte le agenzie di rating in occasione della diffusione dei dati trimestrali. Piaggio & Co. 7% – secondo Herman Cortesi, analista di Credit Suisse – rappresenta sicuramente una valida alternativa di investimento nel settore automotive- metalmeccanico di cui il made in Italy può andare orgoglioso e su cui molti fondi di investimento hanno puntato in questi ultimi anni, da quando Roberto Colaninno ha preso in mano le redini del Gruppo.

Debito in calo, il bond Piaggio si rafforza

Dal punto di vista delle risultanze dei primi 9 mesi del 2011, i dati finanziari sono in linea con lo stesso periodo dello scorso anno (1.200 milioni di ricavi con più di 512 mila veicoli venduti, Ebitda a 170,4 milioni e utile netto 46,3), nonostante la crisi del mercato europeo delle due ruote non abbia fatto sconti a nessuno. Ma ciò che più interessa ai fini dell’analisi dell’investimento obbligazionario è il calo del debito netto al 30 settembre. La riduzione dell’indebitamento – si apprende da un comunicato Piaggio – è legata al forte controllo sul capitale circolante, sui crediti e sui magazzini, nonché alla generazione di cassa, positiva per 13 milioni di euro, che ha consentito anche di sostenere un forte incremento degli investimenti per lo sviluppo di nuovi prodotti e per il rafforzamento della capacità industriale del Gruppo sui mercati asiatici, soprattutto  in Indonesia  dove recentemente è stata inaugurata una società controllata. E questo è anche il punto forte, insieme al sostenuto cash flow (migliore di quello dei competitors), che ha permesso al titolo obbligazionario di reggere l’impatto degli attacchi speculativi estivi sui titoli corporate high yield. Ne deriva che la volatilità su questo titolo è molto bassa, così come le probabilità di default, nonostante il basso profilo di rating. Il bond – si legge nel regolamento – è inoltre rimborsabile anticipatamente alla pari nella misura massima del 35% entro il 1 dicembre 2012.

Piaggio in Italia. Profumo di investimenti

Previsioni di crescita di Piaggio

In Italia, invece, in gruppo Piaggio, che annovera diversi marchi prestigiosi quali Gilera, Aprilia e Vespa, ha aumentato la propria quota di mercato delle due ruote del 3% – secondo i dati di Confindustria Ancma – arrivando a ottobre fino a superare il 26%. La forza del marchio di Pontedera è soprattutto nel segmento scooter dove la quota di mercato ha sfiorato il 33% con trend positivi fra i 50cc e oltre, mentre per le moto con cilindrata superiore a 700 cc la quota è del 7,3%. Ma in Italia Piaggio punta soprattutto a potenziare la produzione dello stabilimento di Mandello del Lario della Moto Guzzi per cui la società prevede di investire 40 milioni di euro nei prossimi 5 anni per fronteggiare la crescente domanda di nuovi modelli di moto. L’obiettivo è quello di arrivate a vendere 10 mila motoveicoli all’anno. Ma la crescita del gruppo si sta realizzando soprattutto nei mercati a più alto potenziale dell’estremo oriente e dell’India (anche con la divisione aereo) dove l’obiettivo ambizioso di Colaninno è quello di superare i 100 mila veicoli venduti nel 2011 in anticipo di due anni rispetto alle precedenti previsioni del piano industriale. Ed è soprattutto in queste regioni che Piaggio potrà esprimere la sua maggiore potenzialità di crescita nei prossimi anni. Secondo gli esperti, infatti, la domanda di motocicli di piccola cilindrata dovrebbe crescere del 13-15% all’anno in quei paesi dove il traffico è più congestionato. In Vietnam, ad esempio, Piaggio ha comunicato pochi giorni fa di aver superato le 100 mila Vespa prodotte, anticipando di 12 mesi il target prefissato dall’azienda italiana.

 

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