Obbligazioni Petrobras in dollari, nuova tranche per la scadenza 2031

La scorsa settimana, Petrobras ha emesso una nuova tranche del bond gennaio 2031 e cedola 5,60% (ISIN: US71647NBH17), raccogliendo un altro miliardo di dollari, che si va a sommare agli 1,5 miliardi già incassati con la prima emissione del giugno scorso. Ottima la domanda, che alla fine si è attesta a 3,5 miliardi ed è […]

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Petrobras emette una nuova tranche del bond 2031

La scorsa settimana, Petrobras ha emesso una nuova tranche del bond gennaio 2031 e cedola 5,60% (ISIN: US71647NBH17), raccogliendo un altro miliardo di dollari, che si va a sommare agli 1,5 miliardi già incassati con la prima emissione del giugno scorso. Ottima la domanda, che alla fine si è attesta a 3,5 miliardi ed è arrivata da 200 investitori che hanno voluto partecipare al collocamento. Il titolo è stato piazzato a un prezzo di 109,579, per cui ha esitato un rendimento del 4,40%, il più basso mai emesso per una scadenza a 10 anni della compagnia petrolifera brasiliana.

Rispetto al prezzo vigente nelle stesse ore sul mercato secondario di 110,43, Petrobras ha dovuto offrire agli investitori un rendimento di 10 punti base più alto. Infatti, il bond rendeva il 4,30% all’atto della sua emissione. I proventi dell’operazione non saranno destinati ad aumentare il debito, quanto a riacquistare le obbligazioni proprie e in scadenza tra il 2023 e il 2030. Pertanto, la compagnia segnala di voler procedere con la sua strategia vincente di abbattimento dell’indebitamento finanziario a medio-breve termine e con il conseguente allungamento della vita media residua.

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Debito dimezzato e recupero della credibilità

Tra il 2015 e il 2019, Petrobras è stata capace di dimezzare il debito finanziario totale da 126 a 63 miliardi di dollari, utilizzando allo scopo il cashflow disponibile. Oggi, le obbligazioni 2031 hanno rating Ba2 per Moody’s e BB- per Fitch, giudizi “non investment grade”. Significa che sono valutate “spazzatura” dalle due agenzie. Presentano, quindi, un rischio di credito relativamente elevato. E non bisogna nemmeno sottovalutare quello di cambio, trattandosi di titoli denonimati in dollari americani. Il cambio euro-dollaro è atteso in rafforzamento nei prossimi anni e stando all’attuale spread Treasury-Bund, da qui a 10 anni dovrebbe salire di un buon 14%.

A conti fatti, il rendimento annuo lordo effettivo rischia si contrarsi in area 3%, che male non sarebbe affatto per un decennale, dati i livelli vigenti sui mercati avanzati. Infine, attenzione anche alla volatilità a cui il bond risulta esposto. I prezzi risentono direttamente dell’andamento del petrolio sui mercati, cioè anche delle condizioni macro globali. Vero è che dal suo debutto di soli 4 mesi fa, il bond non ha fatto che apprezzarsi, segnando ad oggi un aumento di oltre il 10%. C’è da dire, però, che sono stati mesi di ripresa delle quotazioni petrolifere, le quali restano, tuttavia, a circa il 50% più basse dei livelli di inizio anno.

Ultima considerazione: Petrobras è una compagnia in mano allo stato e che per questo è stata al centro di una grossa tangentopoli brasiliana negli anni passati. I suoi dirigenti sono stati accusati di avere fatto parte di un gigantesco giro di corruzione, che ha visto coinvolto quasi tutto il panorama politico, portando nei fatti all’impeachment dell’ex presidente Dilma Rousseff. Da allora, il recupero della credibilità sui mercati c’è stato almeno in parte, sostenuto proprio dall’abbattimento del debito. Non possiamo escludere che i rating migliorino nei prossimi anni, contribuendo a rinvigorire i prezzi dei bond.

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