Obbligazioni PDVSA 2020, speranze vane dagli utili di Citgo

Gli obbligazionisti di PDVSA, garantiti teoricamente dalle azioni Citgo, sperano di ottenere presto lo sblocco dei pagamenti dopo il default di ottobre. Ecco perché le cose stanno diversamente.

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Gli obbligazionisti di PDVSA, garantiti teoricamente dalle azioni Citgo, sperano di ottenere presto lo sblocco dei pagamenti dopo il default di ottobre. Ecco perché le cose stanno diversamente.

A dicembre, la società di raffinazione Citgo Petroleum Corp ha riportato un aumento degli utili del 76,2% nel terzo trimestre rispetto al secondo, ossia pari a 215 milioni, ben più dei 122 milioni del periodo aprile-giugno, che pure erano stati il primo utile messo a segno dopo l’imposizione delle sanzioni americane contro il comparto petrolifero del Venezuela. E si è accesa una speranza molto tenue per i creditori di PDVSA, vale a dire per i titolari delle obbligazioni con scadenza nell’ottobre 2020 per un importo pari a 1,68 miliardi di dollari (ISIN: USP7807HAV70).

PDVSA è la compagnia petrolifera statale del Venezuela e controlla Citgo, che ha sede nel Texas e gestisce una rete di ben 5.000 stazioni di servizio. Il bond ottobre 2020 venne emesso nel 2016 con la sottostante garanzia delle azioni Citgo, ma l’Assemblea Nazionale nell’autunno scorso ha giudicato l’emissione incostituzionale, essendo stata sprovvista di previa autorizzazione del Parlamento. A corto di dollari, la compagnia non ha potuto provvedere nemmeno al pagamento di questo titolo, rimasto sino all’ottobre 2019 l’unico non soggetto a default nel paese.

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Poiché Citgo era solita contribuire al mantenimento della controllante con lo stanziamento di 1 miliardo di dollari all’anno sotto forma di dividendo, nelle scorse settimane si era accesa la speranza che il suo ritorno all’utile potesse porre fine al default del suddetto bond garantito. Tuttavia, il board nominato ad hoc dal governo di Juan Guaido,  riconosciuto dagli USA e buona parte della comunità internazionale, ha preferito accantonare totalmente gli utili per potenziare gli investimenti. Un decreto del governo americano consente alla società di avvalersi del “congelamento” temporaneo delle clausole sull’escussione dei suoi assets in favore dei creditori, tra cui diversi americani stessi.

Non sarà, dunque, dal miglioramento delle condizioni finanziarie della controllata che PDVSA potrà attingere per onorare i suoi debiti, sebbene stia riducendo già le esposizioni verso Rosneft, in barba ai suoi obbligazionisti. I debiti residui verso la compagnia russa risultavano tagliati al 30 settembre scorso a soli 800 milioni di dollari, grazie all’aumento delle estrazioni negli ultimi mesi. Di questo passo, entro l’estate prossima verrebbero azzerati, in teoria liberando risorse da destinare al pagamento degli altri debiti, tra cui il bond ottobre 2020. Tuttavia, non è altamente probabile che ciò avvenga. Semmai, la compagnia cercherà di ricavare la maggior quantità di dollari possibile dalle esportazioni per metterla a disposizione del governo di Caracas, il quale cercherà di migliorare le spaventose condizioni economico-finanziarie del paese, le cui riserve valutarie liquide ammonterebbero a non più di 7,5 miliardi di dollari.

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