Obbligazioni New World Resources all’8%

Due bond interessanti nel segmento high yield per la nota compagnia mineraria ceca. Nonostante i conti appesantiti dalla crisi, la società sembra in grado di sostenere il livello di debito

di , pubblicato il
Due bond interessanti nel segmento high yield per la nota compagnia mineraria ceca. Nonostante i conti appesantiti dalla crisi, la società sembra in grado di sostenere il livello di debito

Parliamo oggi di una società poco conosciuta al popolo degli investitori italiani, ma molto nota all’estero. Si tratta della New World Resources, impresa ceca, fondata nel 1994, che figura fra i principali estrattori di carbone dell’Europa centrale e ha come clienti principali niente meno che ArcelorMittal, Thyssenkruppp, US Steel, Moravia Steel, Alcoa e tante altre. Le miniere di New World Resources sono presenti soprattutto in Polonia e nella Repubblica Ceca dove ci sono i più grandi giacimenti di carbone e coke, e impiega circa 18.000 dipendenti per la produzione di coke. Dal maggio del 2008, il gruppo che ha sede legale ad Amsterdam è quotato a Londra, dove fa parte del FTSE 250, Praga e Varsavia, è presente anche sul mercato dei capitali anche con due importanti obbligazioni in euro quotate alla borsa del Lussemburgo. Degna di nota è l’obbligazione senior da 500 milioni emessa un anno e mezzo fa a favore di investitori istituzionali (taglio minimo negoziabile 100.000 euro) che rende circa l’8% lordo a scadenza (Isin XS0504814509) e la quotazione è tornata ai livelli del prezzo di emissione (grafico sotto). Paga una cedola semestrale del 7,875% e scade il primo maggio del 2018. Ma sul mercato è presente anche il bond da 300 milioni di euro emesso nel 2007 che scade fra poco più di due anni e mezzo, stessa cedola e stesso rendimento, ma con taglio minimo di negoziazione di 50.000 euro, quindi non proibitivo per i risparmiatori, benché elevato (Isin: XS0300667408). Un rendimento interessante – secondo gli analisti di JP Morgan – che riflette un rischio tutto sommato contenuto se si pensa che la produzione mondiale di carbone è in decremento da anni anche per via dello sviluppo delle energie rinnovabili a cui, però, sembra che i governi non intendano far ricorso in maniera preponderante.

Sicché il carbone resterà ancora per molti anni una delle risorse primarie del nostro pianeta.

 

New World Resources: rating a rischio, ma la società fa buy back sulle obbligazioni

 

Dal punto di vista dei conti, la crisi economica europea non ha risparmiato nemmeno le attività minerarie che dipendono ovviamente dalla domanda di materie prime da parte dei paesi produttori. Il prezzo del carbone da coke è sceso a 170 dollari per tonnellata , quasi il 50% in meno rispetto al 2011, a causa soprattutto della crisi derivante dal settore auto. Così i primi sei mesi dell’anno si sono chiusi con un calo dei ricavi del 18% a 694 milioni di euro. Giù del 37% anche l’ebitda a quota 158 milioni e tutte le altre voci di bilancio fino all’utile netto che è stato di 35 milioni di euro. Per converso è salito il debito, fino a 472 milioni al punto che Standard & Poor’s ha messo sotto osservazione con implicazioni negative il merito creditizio di New World Resources, attualmente classificato come BB-. Secondo il gruppo minerario, il punto più basso dovrebbe essere stato ormai raggiunto avendo già scontato imponenti piani di contenimento dei costi e l’anno dovrebbe chiudersi con un ebitda non inferiore ai 300 milioni di euro, livello di guardia accettabile per i conti della società. Obiettivo primario – secondo il management – sarà per quest’anno quello di mantenere il rating sulla qualità del credito cercando di non scendere sotto le 3,5 volte il rapporto fra debito ed ebitda. Per questo la società ha  già riacquistato 42 milioni di euro di obbligazioni senior 2015 che rappresentano la prima scadenza debitoria del gruppo. Non ci sono altre scadenze prima del 2018, a parte una linea di credito revolving da 100 milioni che potrà essere rinnovata  nel 2014. Tuttavia, se la crisi non dovesse allentare la presa e l’ebitda scendere al di sotto di 285 milioni – avvertono gli analisti di Standard & Poor’s – il gruppo minerario potrebbe perdere la BB nel rating di lungo periodo.

Argomenti: