Obbligazioni MPS: i rischi che si potrebbero correre

Dalle obbligazioni senior a quelle perpetue quali potrebbero essere i rischi nel caso in cui la crisi di MPS precipitasse

di Enzo Lecci, pubblicato il

Oltre ai possessori di azioni MPS in queste ore ad avere non pochi timori sono anche gli obbligazionisti Monte dei Paschi, tutti preoccupati per le ripercussioni che la crisi che sta colpendo la terza banca italiana potrebbe generare sui loro investimenti. (Azioni MPS: i rischi che si corrono).

Mentre il terremoto che sta scuotendo Siena sembra essere solo all’inizio (con Beppe Grillo che di certo non si è lasciata sfuggire la ghiotta occasione per denunciare come il connubio finanza-politica sia riuscito nell’impresa di portare sul lastrico la più antica banca d’Italia) sono davvero in tanti tra correntisti, obbligazionisti e semplici possessori di azioni e temere per i loro investimenti e i loro risparmi. 

Come sempre avviene in questi casi la paura per una situazione oggettivamente grave può trasformarsi in terrore se iniziano a subentrare quelle suggestioni che, spesso, trovano facile terreno di riproduzione sui social network. Da parte nostra ci sentiamo solamente di affermare che il terremoto che sta colpendo MPS era facilmente intuibile già da molti mesi e che è davvero improbabile che la terza banca italiana possa essere abbandonata a se stessa. 

 

Obbligazionisti MPS: quali i rischi?

In Italia, a differenza che negli USA, le banche non vengono lasciate al loro destino, per cui anche gli obbligazionisti, cioè coloro che hanno prestato capitali all’istituto senese possono stare relativamente tranquilli (anche se parlare di tranquillità in questi momenti ci vuole un bel coraggio). Questo non significa che l’investitore sia immune da rischi, ma che occorre valutare bene lo strumento finanziario che ha sottoscritto o che è stato proposto dall’emittente in relazione al suo profilo di rischio. Così, le obbligazioni MPS di tipo senior o covered, cioè garantite a tutti gli effetti da assets della banca, nei processi di ristrutturazione del debito in caso di difficoltà, solitamente in Italia vengo preservate da eventuali tagli. Ma le cose potrebbero andare diversamente per i titoli subordinati o perpetui (che fra l’altro lo scorso anno avevano già subito una profonda ristrutturazione). In questo caso, l’obbligazionista è meno tutelato poiché, nella scala gerarchica dei creditori, si colloca per ultimo e quindi potrebbe perdere anche l’intero capitale in caso di fallimento della banca.

Ma, escludendo tale drammatica ipotesi, anche perché Mps ha appena ottenuto dallo Stato una linea di credito da 3,9 miliardi di euro (Monti bond), quello che potrebbe accadere all’obbligazionista subordinato (Lower Tier 2) è vedersi ristrutturare il proprio credito con l’allungamento dei tempi di scadenza o con la trasformazione (swap) del credito in azioni dell’emittente. Come già avvenuto lo scorso anno in forma volontaria. Difficile al momento fare delle previsioni, poiché tutto dipenderà dalla ricognizione del buco a bilancio 2012 che verrà reso noto solo in primavera in occasione dell’assemblea degli azionisti e dalle azioni che il management riuscirà ad intraprendere per sostenere il gruppo bancario e renderlo redditizio in futuro.

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Argomenti: Obbligazioni bancarie, Banca MPS