Obbligazioni Mediobanca tasso misto 2018: molte ombre e poca convenienza

In collocamento fino al 28 gennaio alla pari, i titoli destinati agli investitori retail non offrono una buona remunerazione del capitale. L’incidenza delle tasse e delle commissioni è troppo alta

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Sono in sottoscrizione presso fino al 28 gennaio le nuove obbligazioni Mediobanca a tasso misto 2018. Le obbligazioni della nota merchant bank italiana (Isin IT0004874654), offerte per un importo massimo di 550 milioni di euro e trattabili per importi minimi di 1.000 euro, sono rivolte principalmente agli investitori retail. Offrono un tasso d’interesse del 4% fisso per i primi due anni, pagabile trimestralmente, e poi un tasso variabile, sempre pagabile trimestralmente, per i restanti tre anni che sarà calcolato in Euribor a tre mesi + 0,23%. Il rimborso e la sottoscrizione avverranno alla pari e l’emittente, come sappiamo, gode di ottime garanzie essendo classificato dall’agenzie di rating Standard & Poor’s come fra i titoli “investment grade” come BBB+. Il nuovo bond avrà scadenza 31 gennaio 2018 e sarà quotato sul mercato Euro TLX.

 

Obbligazioni Mediobanca a tasso misto 2015-2018

 

Da un primo esame – osserva Luca Meneghini analista di Crédit Agricole – non v’è dubbio che il rendimento del titolo obbligazionario bancario sia in linea con le aspettative di mercato e, se lo andiamo a paragonare con il Btp 4,5% 2018 di eguale durata, ci rendiamo conto che per i primi due anni offre un rendimento migliore (4,0% contro 3,30%). Ciò nonostante, quello che penalizza al momento l’investitore è la parte variabile che riguarda il pagamento degli interessi dal 2015 al 2018, poiché il tasso sarà inferiore allo 0,50% annuo. Certo – puntualizza Meneghini – è difficile prevedere come saranno i tassi di riferimento da qui al 2015, ma già si può intravvedere che la tendenza non è certo impostata al rialzo per i prossimi anni. Posto, inoltre, che la Federal Reserve Bank (Fed) ha deciso di mantenere i tassi sui depositi a zero per molto tempo in assenza di una robusta ripresa economica e che la Bce si muove solitamente in scìa alle scelte di politica monetaria USA, non è difficile intuire quale sarà la tendenza nel medio periodo.

Motivo valido per ritenere che l’obbligazione Mediobanca 2013-2018 a tasso misto sia uno specchietto per le allodole, là dove le allodole sono i clienti retail degli sportelli CheBanca!, Unicredit, IntesaSanpaolo, ecc. ignari di come sia strutturata l’obbligazione proposta da Piazzetta Cuccia. Non che sia da scartare a priori – prosegue l’analista – ma sicuramente non è da acquistare a 100, semmai intorno a 96. E gli investitori professionisti, nonché gli stessi collocatori lo sanno benissimo. Il prospetto, che mettiamo a disposizione in fondo all’articolo, prevede infatti una componente commissionale pari a circa 19 milioni di euro (3,45% del prezzo) che andrà a Mediobanca e alle banche collocatrici, ragion per cui il prezzo reale di collocamento sarebbe di 96,55% del valore nominale.

 

Rendimento obbligazioni Mediobanca 2018 penalizzato dalle maggiori imposte (20%)

 

Ma non sono solo questi gli elementi che dovrebbe far desistere l’investitore dal sottoscrivere questo tipo di obbligazione. Vi è anche l’incidenza fiscale sugli interessi in maturazione. Rispetto al Btp di cui sopra o al Cct 2018 di eguale durata e che, per certi aspetti, potrebbe somigliare di più all’obbligazione ibrida Mediobanca, la maggiore tassazione delle cedole (20% contro il 12,50% dei titoli di stato) va a erodere non poco i maturandi interessi. Considerato che il titolo viene sottoscritto a 100, vi sarebbe alla fine dei 5 anni una perdita in conto capitale considerevole, tenuto conto anche del tasso medio d’inflazione attuale. E’ quindi ragionevole presupporre che le obbligazioni Mediobanca 2018 debutteranno col vento contro, cioè perdendo di valore e allineandosi a metà strada fra i rendimenti offerti dai Btp e Cct di eguale durata. Forse intorno a 95-96% del valore nominale. Ragion per cui – sostengono molti traders – è consigliabile evitare di sottoscrivere le obbligazioni Mediobanca in fase di collocamento poiché sarà quasi sicuramente possibile acquistarle a un prezzo inferiore, e quindi con un rendimento maggiore, una volta quotate sul mercato.

L’esperienza, infatti, insegna che in passato questo genere di emissioni ha spesso sottoperformato il mercato dopo il collocamento, anche perché, in fatto di interessi, il premio di 230 punti base sull’Euribor a 3 mesi a partire dal 2015 è troppo basso in relazione al periodo di maturazione del bond e non paga adeguatamente l’incertezza attuale sul futuro scenario degli interessi europei. 

Obbligazioni Mediobanca 2018 foglio informativo

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