Obbligazioni Mediobanca 2025 e cedole step-up, su Tlx a prezzi sotto la pari

Il bond è denominato in dollari USA e offre una struttura dei tassi in rialzo fino alla scadenza. Diversi i rischi connessi all'investimento.

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Bond Mediobanca in dollari USA

Dalla scorsa settimana è sbarcato sull’EuroTlx il bond Senior Preferred di Mediobanca con scadenza 7 ottobre 2025, emesso in dollari americani e con cedole step-up (ISIN: XS2226137953). La quotazione del titolo si colloca stamane sotto la pari, per l’esattezza a 99,25 centesimi. La cedola iniziale è dello 0,90% per il primo anno, cioè fino al 7 ottobre 2021; sale all’1,05% per il secondo anno, all’1,20% per il terzo, all’1,35% per il quarto e all’1,50% per il quinto e ultimo anno. In media, quindi, la cedola è dell’1,20% e il rendimento lordo alla scadenza si attesta all’1,36%. Trattasi di un livello basso, seppur sempre superiore allo 0,87% offerto dalle obbligazioni della stessa Mediobanca con scadenza luglio 2025 e cedola 1,125% (ISIN: XS2027957815), ma denominate in euro.

Considerate che lo stesso rating non invoglia più di tanto, perché di fronte a una remunerazione così contenuta, il giudizio delle principali agenzie di valutazione è in linea con quello sovrano italiano: BBB per S&P, BBB- per Fitch e Baa1 per Moody’s. In pratica, l’emittente si colloca nella parte bassa dell’area “investment grade” e a ridosso di quella “junk” o “spazzatura”. In sostanza, viene considerato a medio-alto rischio di credito.

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Rischio di cambio

Il titolo è anche denominato in dollari e, pertanto, presenta un rischio di cambio al quale fare attenzione. La divisa USA viene attesa in deprezzamento contro il dollaro nei prossimi anni e nel caso in cui perdesse valore a un ritmo superiore al rendimento offerto dal bond, l’obbligazionista si vedrebbe intaccato il capitale investito.

Per contro, questo sarebbe un buon titolo su cui puntare nel caso di speculazione rialzista sul dollaro.

Se esso si apprezzasse, contrariamente alle aspettative, il rendimento effettivo alla scadenza salirebbe e lo stesso prezzo seguirebbe, con la possibilità di rivendere per realizzare plusvalenze o di attendere la data del rimborso e ottenere un capitale rivalutato (in euro).

C’è un altro rischio di cui tenere conto: la liquidità. L’emissione è avvenuta per soli 60 milioni di dollari, per cui si presenta molto contenuta e gli stessi scambi sul mercato secondario dovrebbero mostrarsi rarefatti. Ne consegue che i prezzi potrebbero variare in misura anche consistente e veloce nel corso della seduta e si avrebbero difficoltà a disinvestire prontamente ai valori fissati dai contratti precedenti.

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