Obbligazioni Mediaset: rendimento al 5% fino al 2017

Il Biscione crolla a Piazza Affari dopo i conti semestrali: a rischio pubblicità e dividendo. Gli analisti raccomandano di stare alla larga dalle azioni, ma sulle obbligazioni si può spuntare un buon tasso per cinque anni.

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Il Biscione crolla a Piazza Affari dopo i conti semestrali: a rischio pubblicità e dividendo. Gli analisti raccomandano di stare alla larga dalle azioni, ma sulle obbligazioni si può spuntare un buon tasso per cinque anni.

La deludente semestrale di Mediaset ha mandato al tappeto non solo il titolo azionario in borsa (-11%), ma anche le obbligazioni (Mediaset, dividendo a rischio e previsioni nere secondo Mediobanca).

 

Obbligazioni Mediaset scadenza 2017: caratteristiche

Il bond da 500 milioni con scadenza nel 2017 quota circa 88,50 e rende l’8% lordo. Collocato nel febbraio del 2010 presso investitori istituzionali (Isin: XS0483005293), corrisponde una cedola annuale del 5% lordo che viene staccata il  primo febbraio di ogni anno. Il taglio minimo di negoziazione è di 50.000 euro nominali, ma ai corsi attuali la spesa per acquistare il bond Mediaset sarebbe di 44.500 euro circa. Fino a poco tempo fa il titolo era considerato uno dei migliori investimenti nel settore delle obbligazioni corporate italiane, anche perché l’emittente gode di buona visibilità a livello internazionale e Standard & Poor’s la classifica con una BBB-, appena sotto il livello investment grade. Ora, però, le cose sembrano volgere in senso negativo, dopo la diffusione dei conti del secondo trimestre del 2012, rivelatisi peggiori delle attese, e che confermano il trend negativo per l’azienda di Cologno Monzese. Non è escluso, quindi, che anche l’agenzia di rating americana possa intervenire sulla qualità del credito di Mediaset abbassandone il merito nei prossimi giorni.

 

Mediaset, crolla l’utile nel primo semestre a 43,1 milioni. Dividendo 2012 a rischio

Mediaset ha annunciato infatti che al 30 giugno 2012 ricavi pari a 2 miliardi di euro, in calo dai 2,25 miliardi di euro della prima metà del 2011 e un utile netto sceso del 74% a quota €43,1 milioni contro una previsione degli analisti di €48 milioni di euro. Sui conti del gruppo del Biscione – come si apprende da una nota – hanno pesato sostanzialmente la debolezza del mercato pubblicitario in Italia ed in Spagna.

I ricavi sono calati dell’11,1% a €1,99 miliardi. L’Ebit è stato pari a €146,4 milioni, in calo del 57% rispetto ai €341,5 milioni dello stesso periodo del 2011. Per i prossimi mesi dell’anno, inoltre, Mediaset non si attende un miglioramento del mercato pubblicitario. Secondo l’operatore televisivo sul fronte ricavi è quindi poco probabile ipotizzare una crescita rispetto al 2011. Come annunciato al termine del primo trimestre l’esercizio 2012 dovrebbe chiudersi con un utile netto consolidato inferiore a quello registrato nel 2011. Di fronte a questi numeri – osservano Barclays e Nomura – non è consigliabile investire sul titolo azionario, mentre appare più prudente considerare l’acquisto del bond in attesa di tempi migliori, se proprio si volesse rimanere dentro la società. Mediaset, nonostante le difficoltà, riesce a mantenere un buon flusso di cassa e le obbligazioni vanno in maturazione nel 2017.

 

L’era Mediaset verso il tramonto insieme a Berlusconi

Secondo gli analisti, con una capitalizzazione di borsa inferiore ai 2 miliardi di euro e con il titolo azionario su valori minimi è difficile prevedere una ripresa nel breve-medio periodo per il gruppo televisivo. Anche perché sui conti del gruppo pesano anche altri fattori esterni, quali la condanna della Corte d’Appello di Milano nei confronti di Fininvest a risarcire alla CIR di De Benedetti 560 milioni, il che ha costretto la controllata Mediaset a distribuire per anni generosi dividendi alla capogruppo per fare cassa facendo quindi mancare preziose risorse che in questo disgraziato momento di crisi avrebbero impattato diversamente sui conti. Ma sul gruppo guidato da Piersilvio Berlusconi pesa molto anche l’aspetto politico – fanno notare da JP Morgan – dato che l’uscita di scena di Berlusconi dal governo alle prossime elezioni potrebbe determinare la fine di un’era in cui la politica, soprattutto italiana, è stata pesantemente condizionata dagli ascolti televisivi. In altre parole, venendo meno il potere mediatico che per decenni si è retto sulle trasmissioni dei canali Mediaset, calerebbero di conseguenza anche gli introiti pubblicitari che, viceversa, si stanno indirizzando sempre più sul segmento web, vera e propria minaccia per le televisioni tradizionali.

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