Obbligazioni marocchine in dollari, grosso rimbalzo in aprile con l’aiuto del vaccino anti-Covid

I bond del Marocco registrano rialzi consistenti nelle ultime settimane, trainati dal vaccino anti-Covid

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Obbligazioni marocchine in spolvero

Se c’è un’economia che ha sofferto particolarmente la pandemia nel 2020 è stata il Marocco. Il suo PIL si è contratto del 7%, quando molte economie emergenti hanno evitato la recessione. Oggi, le obbligazioni marocchine si mostrano accattivanti, pur a fronte di rendimenti non così vertiginosi come penseremmo. Il bond in dollari con scadenza 15 dicembre 2050 e cedola 4% (ISIN: XS2270577344) offre un rendimento del 4,5%. Certo, se pensiamo ai livelli europei ci sembra tanto, ma in un’ottica storica e nel raffronto con gli altri mercati emergenti, parliamo di rendimenti relativamente bassi.

Del resto, le obbligazioni marocchine in valuta locale arrivano ad offrire non oltre il 2,6% per la scadenza a 15 anni. Tornando alle emissioni in dollari, troviamo che il trentennale in aprile ha fatto un balzo del 5,5%. E il ventennale ha guadagnato il 4,5%. Certo, nel frattempo il cambio euro-dollaro si è rafforzato del 2,7%, per cui un obbligazionista europeo avrebbe percepito una plusvalenza effettiva tra meno del 2% e il 3%. Ad ogni modo, niente male in una fase di rialzo dei rendimenti globali.

Per quest’anno, il PIL del Marocco è atteso in crescita del 5,3% e nel 2022 del 3,2%. C’è spazio per immaginare a un’ulteriore crescita per le quotazioni delle obbligazioni marocchine. Certo, parliamo di rating bassi, “non investment grade”. E il rapporto debito/PIL quest’anno salirebbe al 98%. Era al 66% nel 2019. Dunque, bisogna fare attenzione e capire che si ha a che fare con titoli dai rischi medio-alti. Ma alcuni accadimenti ne sostengono l’appeal.

I fattori di forza delle obbligazioni marocchine

Anzitutto, l’economia marocchina dovrebbe beneficiare nei prossimi mesi della ripresa del turismo. Il collasso delle presenze straniere è stata una forte causa della recessione durante lo scorso anno. Secondariamente, Rabat emerge quale primo stato africano per vaccinazioni rispetto alla popolazione.

Le somministrazioni, perlopiù di AstraZeneca e Sinopharm, hanno coperto il 24% degli abitanti, una media del tutto europea. Grazie a questi ritmi, è verosimile che l’economia riaprirà presto e potrà permettersi di accogliere turisti dal resto del mondo, pur con alcune limitazioni per questa estate.

E poiché il rischio delle obbligazioni marocchine in valuta estera dipende dalla congruità delle riserve valutarie, a queste dobbiamo guardare. Esse coprono 9 mesi di importazioni e quasi il doppio del debito estero lordo. Cosa più importante, circa il 70% del debito pubblico in valuta estera è contratto verso istituzioni multilaterali o tramite prestiti bilaterali. Pertanto, il rischio sovrano effettivo risulta più basso di quanto ci direbbero i soli numeri. Infine, la durata media del debito pubblico marocchino è di 7,5 anni, per cui le esposizioni sono grosso modo a lungo termine, contribuendo a stabilizzare le emissioni di nuove obbligazioni marocchine, shock a parte.

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