Obbligazioni Low Cost: Airberlin perde quota

La compagnia tedesca ha emesso un altro bond ad alto rendimento per rimborsare anticipatamente i finanziamenti istituzionali. Nonostante l’aumento del traffico aereo, il vettore continua ad accumulare perdite. Al nuovo Ceo il compito di rilanciare la società

di , pubblicato il
La compagnia tedesca ha emesso un altro bond ad alto rendimento per rimborsare anticipatamente i finanziamenti istituzionali. Nonostante l’aumento del traffico aereo, il vettore continua ad accumulare perdite. Al nuovo Ceo il compito di rilanciare la società

La crisi colpisce anche il trasporto aereo. Non solo a causa del periodo congiunturale negativo, ma soprattutto per via delle tensioni nel mondo arabo e del disastroso terremoto che ha colpito il Giappone in primavera. A risentirne sono un po’ tutte le compagnie aeree del mondo, a cominciare da quelle tradizionali i cui costi operativi sono molto elevati. Secondo la Iata, l’associazione mondiale tra compagnie aeree, le previsioni di utile per il ,trasporto aereo quest’anno saranno dimezzate e per il prossimo le cose non andranno meglio. Ad incidere pesantemente sui bilanci, è soprattutto il costo dei carburanti che è salito molto quest’anno per via delle tensioni nel Nord Africa.

Crisi Quantas Australia – A farne le spese in questi giorni è la compagnia di bandiera australiana Qantas che ha deciso di tagliare 1.000 posti per poter reggere all’impatto della crisi che sta colpendo le sue rotte e come conseguenza i sindacati hanno indetto uno sciopero che ha cancellato nel week end quasi 500 voli lasciando a terra più di 68 mila passeggeri. Ma le altre compagnie di bandiera non è che se la passino meglio. Negli Stati Uniti, ad esempio, American Airlines, terza aviolinea americana, rischia di andare in amministrazione controllata (le azioni hanno perso più del 75% da inizio anno), mentre da noi la nuova Alitalia ha dovuto rinviare il pareggio di bilancio a causa di una perdita semestrale di 89 milioni di euro per la gioia dei francesi di Air France che aspettano solo di raddoppiare quel 25% di quote azionarie in loro possesso. 

Airberlin in difficoltà fatica a riprendere quota

Crisi compagnie low cost: Easy Jet e Ryanair le vittime illustri – Ma se va così per le grandi, i vettori low cost come se la passano? L’era d’oro sembra volgere al termine anche per loro, minacciata da margini operativi sempre più ristretti nonostante il numero dei passeggeri continui a essere in crescita. Gli aumenti delle tasse aeroportuali e la crescita del prezzo dei carburanti sono le spine nel fianco di aziende come Ryanair e Easy Jet che già da tempo stanno studiando come ristrutturare i propri affari. E le cose non vanno meglio neanche per Airberlin, che si colloca a metà strada fra le compagnie di bandiera e quelle low cost. Secondo vettore tedesco, alle spalle di Lufthansa e sesto in Europa, sta facendo i conti con il proprio debito, salito nel secondo semestre di 100 milioni e con perdite  per 32 milioni di euro, nonostante l’incremento del traffico passeggeri. Risultati che sono costati questa estate il posto al fondatore e amministratore delegato di Air Berlin, Joachim Hunold, che ha lasciato l’incarico al 69enne Hartmut Mehdorn, ex-numero uno storico di Deutsche Bahn, col compito di rimettere le cose a posto. Un incarico non certo facile, perché l’avioliena tedesca è in rosso dal 2008 e non sarà certo il 2011 l’anno del ritorno al nero, nonostante prosegua l’andamento positivo del traffico passeggeri (+4% rispetto al 2010 da gennaio a settembre, a quota 3,68 milioni) che ha portato i ricavi a 1.375 miliardi, in aumento del 10%. In attesa dei dati definitivi del terzo trimestre, Airberlin ha infatti anticipato un margine operativo di appena 96,8 milioni di euro, contro i 171,7 di un anno fa, in netto peggioramento anche rispetto alle previsioni degli analisti (138 milioni). Ragion per cui il titolo azionario a Francoforte è rimasto sul tappeto (vedi grafico sotto). 

Cambio al vertice e misure draconiane sulla flotta

Dal punto di vista industriale, il nuovo amministratore delegato è deciso a ridurre la flotta del 10%, , tagliando i costi di gestione per ottimizzare i processi e aumentare l’efficienza del vettore.

Più nel dettaglio, il numero degli aerei scenderà entro la prossima estate da 170 a 152 e saranno cancellati 141 collegamenti settimanali in inverno e 100 per la prossima estate che interesseranno anche le rotte italiane.
L’obiettivo di queste misure – ha affermato Air Berlin – è alla fine quello di migliorare di 200 milioni di euro l’utile operativo. Dal punto di vista finanziario, invece, la compagnia tedesca sta scaricando sul mercato il debito contratto con le banche e gli istituzionali. In altre parole, Airberlin, in attesa, che passi il periodo di turbolenza, ha deciso di rifinanziare gran parte del debito in scadenza rivolgendosi direttamente agli investitori retail. Negli ultimi 12 mesi, Airberlin, tramite la controllata Airberlin PLC ha così collocato sul mercato obbligazioni High Yield più di 400 milioni di euro per rifinanziare debito in scadenza con le banche e per il parziale riacquisto delle emissioni più vecchie, quelle in mano agli investitori istituzionali, preoccupati per i loro investimenti nella compagnia aerea. 

I fondi e gli istituzionali chiedono indietro i loro soldi

Così, pochi giorni fa, su pressioni dei fondi e delle banche, Airberlin è stata costretta a riaffacciarsi rapidamente sul mercato obbligazionario, in un periodo non certo favorevole, chiedendo soldi al retail per ripagare parzialmente in anticipo il bond convertibile 1,5% da 220 milioni emesso nel 2007 a favore di investitori istituzionali. Trattandosi di un convertibile, il bond, dalla data di collocamento, ha seguito inesorabilmente le sorti del titolo azionario che in 4 anni è precipitato senza paracadute dell’87% e non si è più risollevato rispecchiando lo stato di crisi finanziaria del vettore tedesco dei recenti trimestri le cui continue perdite a bilancio non incoraggiano certo a comprare azioni dell’azienda. Tant’è che gli investitori istituzionali, non avendo interesse, né a convertire il bond in azioni, né a tenere in portafoglio un titolo la cui cedola è dell’1,5% fino al 2027, hanno chiesto a gran voce di uscire dalla partita. D’altra parte, il grafico azionario riportato qui a fianco raffigura in maniera preoccupante le difficoltà per Airberlin di fare utili e la sconvenienza per i possessori delle obbligazioni 1,5% 2027 a convertirle in azioni.

A maggior ragione se all’orizzonte – come osservano gli analisti – si prospetta un aumento di capitale da parte degli azionisti, di cui il fondo Esas Holding è il maggiore con oltre il 16% di quote.

Obbligazione Airberlin PLC 11,5% 2014, decolla il rendimento

Così è stato collocato a fine Ottobre un altro prestito obbligazionario da 100 milioni di euro per ripagare anticipatamente tramite un’offerta volontaria parte del convertibile. Il nuovo bond, che offrirà una cedola trimestrale con interesse annuo dell’11,5%, è stato collocato con successo presso la clientela retail (taglio minimo 1.000 euro) ed ha esordito il 31 Ottobre sul mercato OTC offrendo un rendimento in linea con quelli a due cifre degli altri bond retail della compagnia. Il rating assegnato da Standar & Poor’s è B+. Da rilevare che un’operazione analoga era già stata condotta lo scorso mese di Aprile quando Airberlin aveva collocato, sempre presso gli investitori retail, un’obbligazione da 150 milioni di euro con scadenza 2018 per rimborsare parzialmente il bond da 125 milioni 2014 emesso due anni prima presso fondi d’investimento. E’ quindi del tutto evidente che i grossi investitori, dopo che Hunold ha lasciato il vertice della compagnia, abbiano fiutato qualche pericolo all’orizzonte che possa compromettere il loro investimento e hanno deciso di togliersi dall’affare.

Le obbligazioni Airberlin in dettaglio

DE000A0NQ9H6 – Airberlin Finance B.V. 1,5%, 04/2027 – lotto min. 100.000 (cedola annuale)

DE000A1ALH01 – Airberlin Finance B.V 9%, 08/2014 – lotto min. 50.000 (cedola trimestrale)

DE000AB100A6 – Airberlin PLC 8,50% – 11/2015 – lotto min. 1.000 (cedola trimestrale)

DE000AB100B4 – Airberlin PLC 8,25% – 04/2018 – lotto min. 1.000 (cedola trimestrale)

DE000AB100C2 – Airberlin PLC 11,50% – 11/2014 – lotto min. 1.000 (cedola trimestrale) 

Argomenti: