Obbligazioni KfW : investire in Sudafrica

L’economia del ricco paese africano è in rallentamento e il Rand si è indebolito del 12% in tre mesi. La banca tedesca propone un bond a cinque anni che batte l’inflazione

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L’economia del ricco paese africano è in rallentamento e il Rand si è indebolito del 12% in tre mesi. La banca tedesca propone un bond a cinque anni che batte l’inflazione

La crisi economica mondiale lambisce anche le coste del Sudafrica. Un recente rapporto economico diffuso dall’agenzia Reuters sottolinea che l’outlook della crescita del paese africano è in fase di deterioramento e i recenti scioperi dei minatori e degli addetti ai trasporti stanno creando non poche difficoltà al paese di Mandela la cui economia si regge prevalentemente sull’esportazione di materie prime, fra cui diamanti e oro. Il fenomeno è ben visibile nel rapporto di cambio fra euro e Rand sudafricano (ZAR), una commodity sensitive, cioè una valuta sensibile alla variazione dei prezzi delle materie prime, il cui valore si è deprezzato del 12% negli ultimi quattro mesi (vedi grafico sotto). Del resto – come notano gli analisti – il volume delle esportazioni è in fase di calo e la situazione potrebbe peggiorare ancora qualora l’economia mondiale non accennasse a riprendersi nel 2013. L’allarme è stato lanciato anche dai banchieri di Johannesburg sottolineando che le riserve in valuta sono scese del 10% quest’anno attestandosi a 50 miliardi di dollari, tante come l’Argentina, ma che comunque per il momento non c’è alcun pericolo per la tenuta dei conti pubblici. Secondo il Ministro delle Finanze sudafricano, la crescita del Pil dovrebbe rallentare più del previsto attestandosi al 2,5%, contro il 2,7% atteso all’inizio (l’anno scorso la crescita fu del 3,1%), come conseguenza diretta della crisi economica mondiale e degli scioperi a ripetizione che si sono abbattuti sul paese nei mesi scorsi. Queste manifestazioni hanno colpito duramente l’industria mineraria, il cuore dell’attività produttiva del Sudafrica, che avrebbero fatto perdere qualcosa come 900 milioni di euro di ricavi.

 

L’indebolimento del Rand potrebbe proseguire, ma i rischi ora sono più contenuti

 

Il Sudafrica rimane tuttavia un paese a basso tasso d’indebitamento.

Il deficit dovrebbe aumentare per fine anno del 4,8% portando il debito pubblico al 37,5% del Pil, valori molto distanti da quelli che stanno mettendo in ginocchio le economie dei paesi europei (l’Italia è al 126%). Resta però alto il tasso di disoccupazione che si attesta ad oltre il 25%, in aumento dell’1% su base trimestrale a causa dei licenziamenti nel settore minerario, mentre il tasso d’interesse ufficiale sui depositi in Rand sudafricani è stato abbassato al 5% lo scorso mese di luglio dalla Banca Centrale. Sul fronte dei rendimenti, quindi, si può notare come le autorità monetarie si siano sforzate per riportare la moneta del paese entro certi parametri più sostenibili, in relazione anche al tasso d’inflazione che è il doppio di quello della media europea, ma il Rand – a detta di Josef Gavrilov di Deutche Banck – resta ancora una valuta speculativa. Come sempre, quindi, l’investitore interessato a diversificare il proprio portafoglio e orientato ad allocare una parte delle proprie risorse verso il Sudafrica dovrà mettere in conto il rischio cambio che, però, ai valori attuali appare abbastanza contenuto. Considerando infatti il tasso di cambio storico eur/rand, si può notare come la moneta sudafricana in questo momento sia sotto pressione, ma il rischio che si indebolisca ancora – secondo Gavrilov – è minore rispetto al contrario.

 

Obbligazioni estere: una scommessa in Rand con il bond KfW 5% scadenza 2017 (AAA)

Le obbligazioni in rand vengono solitamente proposte dagli enti sovranazionali o dalle grandi banche internazionali (BEI, BERS, Deutsche Bank, UBS, KfW, Rabobank, ecc.) che godono del massimo grado di affidabilità come emittenti. Al momento i rendimenti offerti sul mercato sono quasi tutti sotto il 5%, ad eccezione dell’obbligazione  KfW 5% 2017 (Isin: XS0838228996). Il bond da 300 milioni di Rand, emesso un mese fa dalla Kreditanstalt für Wiederaufbau (banca tedesca istituita in Germania nel 1947 dagli Stati Uniti per finanziare la ricostruzione e ora attiva nell’erogazione di finanziamenti e doni agli stati esteri per conto del governo tedesco), prezza intorno a 98,40 e rende a scadenza il 5,40%.

Stacca la cedola una volta all’anno, il 4 ottobre per la precisione, e può essere negoziato per quantitativi minimi di 5.000 rand (circa 450 euro), quindi alla portata di tutte le tasche. Lo stesso emittente è presente sul mercato dei capitali con un’altra obbligazione in Rand da 2 miliardi, quindi nettamente più liquida, ma con vita residua di 2,5 anni. Trattabile per quantitativi minimi di 1.000 Rand, prezza sopra 106 e con una cedola annua del 7,5% rende a scadenza meno del 4,7% (Isin: XS0222802877).

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