Obbligazioni in lire turche: Banca IMI offre interessi al 8,60%

I nuovi bond Banca IMI Collezione Opera III hanno una durata di 2 anni e sono negoziabili per piccoli importi su EuroTLX e MOT. La valuta è però molto volatile

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I nuovi bond Banca IMI Collezione Opera III hanno una durata di 2 anni e sono negoziabili per piccoli importi su EuroTLX e MOT. La valuta è però molto volatile

Riparte la corsa alle valute dei paesi emergenti. Una delle più gettonate è sicuramente la lira turca (TRY) in grado di offrire interessanti rendimenti sui titoli obbligazionari. Da quando, complice l’ondata di vendite che ha travolto i paesi emergenti a inizio anno, la Banca Centrale Turca ha portato il costo del denaro al 7,75%, gli investitori sono tornati a riconsiderare le obbligazioni emesse in valuta locale. Fra i vari emittenti, anche Banca IMI offre interessanti strumenti d’investimento che possono essere maneggiati per piccoli importi, in modo da non farsi troppo male qualora il cambio dovesse girare a sfavore dell’investitore (al momento è 2,90). Come l’ultimo lanciato dall’istituto del gruppo Intesa San Paolo (rating BBB per S&P, BBB+ per Fitch e Baa2 per Moody’s ) e negoziabile sui mercati MOT e EuroTLX. Vediamone le caratteristiche.   Obbligazioni Banca IMI Collezione lira turca Opera III   [fumettoforumright]Si tratta per la precisione di una emissione biennale da 700 milioni di lire turche “Banca IMI Collezione Tasso Fisso Lira Turca Opera III” negoziabili dallo scorso 17 giugno sui circuiti telematici regolamentati MOT ed EuroTLX. Le nuove obbligazioni (Isin IT0005026833) sono trattabili per importi minimi di 4.000 lire turche (circa 1.400 euro) e pagano una cedola annua fissa lorda pari al 8,60% il 17 giugno di ogni anno fino al 2017. Emesse al prezzo di 99,62, le obbligazioni offrono un rendimento lordo a scadenza del 8,76% a fronte di una quotazione attualmente leggermente inferiore, intorno a 99,30. Il bond è di tipo senior unsecured, molto liquido, è soggetto a una imposta sostitutiva del 20% e che presto passerà al 26%. Stando alle valutazioni degli analisti, non vi sono rischi per quanto concerne l’emittente e quindi il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale a scadenza. Tuttavia, l’investitore deve prestare molta attenzione al cambio dato che la lira turca è una delle monete più volatili fra i paesi emergenti. Per questo – come sostengono gli esperti – si consiglia sempre di investire gradualmente in valute diverse dall’euro per sfruttare al meglio le oscillazioni del cambio.   Turchia, il quadro economico è ancora incerto   Il quadro macroeconomico turco – sottolinea il Ministero degli Affari Esteri – continua ad essere caratterizzato da un forte dinamismo, anche se dopo gli straordinari ritmi di sviluppo sperimentati dalla Turchia nel 2010 (9,2%) e nel 2011 (8,5%), nei primi tre trimestri del 2012 il tasso di crescita ha conosciuto un certo rallentamento In generale, il sistema economico turco deve le ottime performance degli ultimi anni alle riforme strutturali introdotte in linea con il processo di adesione all’UE e alla solidità del proprio sistema bancario, improntato a rigidi criteri di disciplina dopo la grave crisi degli anni 2001-2002. Restano tuttavia alcuni fattori di vulnerabilità interna legati all’instabilità del gettito fiscale (forte imposizione indiretta sui consumi e ricorso ai condoni tributari), agli alti livelli di inflazione (che ha però mostrato tendenze al ribasso nel 2012, chiusosi al 6,16%) e di disoccupazione. Parallelamente, sul fronte esterno, preoccupa sempre lo squilibrio dei conti con l’estero, che dipende essenzialmente da un deficit commerciale caratterizzato da uno sbilanciamento strutturale (dipendenza energetica e produttiva dalle importazioni) e che tende a essere per lo più finanziato con afflussi di capitali dall’estero a breve termine. L’economia turca continua infine a necessitare di investimenti che contribuiscano anche ad aumentare la componente tecnologica della produzione e la competitività delle esportazioni nonché di alcune riforme strutturali, a partire da quella del mercato del lavoro

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Argomenti: Mercati Emergenti, Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Banca IMI, Obbligazioni High Yield, Bond in lire turche, Ratings

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