Obbligazioni in dollari di Abu Dhabi, seconda emissione in arrivo

Abu Dhabi torna a rifinanziarsi quest'anno sui mercati internazionali con una seconda emissione di obbligazioni in dollari

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Obbligazioni in dollari di Abu Dhabi

Abu Dhabi torna a rifinanziarsi sui mercati finanziari internazionali con una seconda emissione di obbligazioni in dollari per quest’anno. L’emirato più ricco dei sette che compongono gli Emirati Arabi Uniti ha affidato il mandato a BNP Paribas, First Bank of Abu Dhabi, JP Morgan, Morgan Stanley e Standard Chartered.

Non sappiamo ancora quale sarà l’importo offerto. A maggio, fu di 2 miliardi di dollari per una scadenza a 7 anni. Stavolta, Abu Dhabi punta a raccogliere capitali attraverso obbligazioni in dollari a 10 e 30 anni. Stando alle indiscrezioni, il rendimento che l’emittente si attende di spuntare sarebbe in area +90 punti base per il decennale e +130 punti base per il trentennale rispetto agli omologhi Treasuries. Tenuto conto che questi ultimi rendano rispettivamente 1,38% e 1,99%, stiamo supponendo che la scadenza a 10 anni offrirà poco meno del 2,30% e quella a 30 anni meno del 3,30%.

Obbligazioni in dollari solide, ma rischio cambio

A questi livelli di rendimento, le obbligazioni in dollari di Abu Dhabi avrebbero abbastanza appeal. L’emittente gode di valutazioni elevate: rating AA per S&P, AA- per Fitch e Aa2 per Moody’s. Parliamo di un’economia molto ricca, trainata per il 30% dal petrolio, con un PIL pro-capite tra i più alti al mondo. Peraltro, l’emirato ha impostato il suo bilancio per il 2021 sulla previsione di quotazioni del greggio a soli 46 dollari, mentre queste viaggiano oggi sui 72 dollari.

Le obbligazioni in dollari di Abu Dhabi hanno risalito la china dopo il tonfo accusato in primavera, in linea con la tendenza generale del mercato. Ad esempio, la scadenza 2 settembre 2070 e cedola 2,7% quasi ha colmato le perdite rispetto ai prezzi di fine 2020.

Oggi, offre un rendimento intorno al 3%.

Ad ogni modo, l’investitore si assume il rischio di cambio, che si materializzerebbe nel caso in cui l’euro dovesse deprezzarsi contro il dollaro. Ma c’è anche da dire che gli spread rispetto ai Treasuries dovrebbero ammortizzare eventuali oscillazioni negative, almeno per il breve periodo. In portafoglio, questi titoli avrebbero senso anche per diversificare il portafoglio in fase di ripresa dell’economia mondiale. Essi risentiranno inevitabilmente dell’andamento del greggio sui mercati internazionali, essendo l’economia di Abu Dhabi, come detto, in buona parte dipendente dalla materia prima.

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