Obbligazioni in corone norvegesi: BEI 1,25% 2020

Il crollo del petrolio affonda la valuta scandinava che ha perso il 10% da inizio anno. Occasione di acquisto?

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Il crollo del petrolio affonda la valuta scandinava che ha perso il 10% da inizio anno. Occasione di acquisto?

La corona norvegese va a picco. Anche la virtuosa Norvegia risente del crollo del prezzo del petrolio (brent) e il suo fondo sovrano con 870 miliardi di patrimonio grazie ai proventi dei giacimenti del Mare del Nord è in difficoltà. La gestione del primo trimestre si è infatti chiuso in rosso a causa del calo dei rendimenti del portafoglio obbligazionario. Ma anche per via delle minori entrate da esportazioni di greggio. Un trend destinato a continuare per tutto l’arco dell’anno – secondo gli esperti -. Così a risentirne, oltre che il bilancio dello Stato che rischia di non poter più garantire nel tempo un welfare da sogno a tutti i cittadini, è anche la corona norvegese, scesa ai minimi contro euro a quota 9,50, pur non essendo una valuta emergente sottoposta in questo periodo a indebolimenti iperbolici a causa dell’alta volatilità dei mercati finanziari.   Obbligazioni BEI in corone norvegesi 1,25% 2020   Qualcuno ci vede un’occasione di acquisto, anche perché la banca Centrale Norvegese starebbe potrebbe alzare i tassi d’interesse a difesa della propria valuta. In proposito, segnaliamo la nuova emissione della Banca Europea degli Investimenti (BEI) che ha collocato un bond da un miliardo di corone norvegesi (NOK) della durata di cinque anni con cedola 1,25%. L’obbligazione (NO0010743305) sarà quotata sulla borsa del Lussemburgo a partire dal 1 settembre e viene scambiata al momento Otc a un prezzo di poco inferiore alla parità per un rendimento che al 2020 raggiunge l’1,3% circa.

Il bond è negoziabile per tagli minimi di 1.000.000 di corone, circa 105.000 euro, e gode delle massime garanzie di solvibilità dell’emittente essendo la BEI classificata AAA da tutte le agenzie di rating. Permane tuttavia il rischio valutario: da inizio anno, la corona norvegese ha perso il 10% di valore nei confronti dell’euro, vanificando il ruolo della valuta scandinava come bene rifugio.

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