Obbligazioni Huawei in dollari in calo sulle sanzioni USA, occasione per comprare?

Bond Huawei in calo da diverse sedute sulle sanzioni americane. E adesso arriva la mazzata di Google. Occasione da sfruttare?

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Bond Huawei in calo da diverse sedute sulle sanzioni americane. E adesso arriva la mazzata di Google. Occasione da sfruttare?

E’ stato un terremoto l’annuncio odierno del colosso informatico Google che sospenderà i servizi offerti alla cinese Huawei, compreso l’aggiornamento del software Android. La decisione di Mountain View arriva dopo che il governo americano stesso aveva comunicato l’esclusione della società cinese dagli appalti relativi alla rete 5 G. Pechino considera “illegale” la decisione di Washington e la temperatura tra le due potenze si surriscalda ulteriormente, nel bel mezzo delle trattative per giungere a un accordo commerciale ed evitare un’escalation a colpi di dazi. La reazione dei mercati non si è fatta attendere e a Shenzen, le azioni Huawei perdono circa il 30% in un mese e mezzo e nelle ultime sedute stanno ripiegando vistosamente anche le obbligazioni del gigante dei telefonini.

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La società ha chiuso il 2018 con un fatturato superiore ai 100 miliardi di dollari per la prima volta, diventando la concorrente più temibile per l’americana Apple. Tra i bond emessi, 4 sono in dollari e costituiscono un’opportunità di investimento interessante, dati i numeri in gioco. Infatti, a fronte di 4,5 miliardi di dollari di prestiti obbligazionari in valuta, Huawei a fine 2018 possedeva liquidità a breve per poco meno di 39 miliardi.

Dunque, al netto delle tensioni di queste settimane, si mostra una realtà finanziariamente solida e, pertanto, i cali accusati dalle obbligazioni potrebbero essere passeggeri, se non parzialmente ingiustificati, se si considera che molto, molto difficilmente il governo cinese permetterebbe che uno dei suoi gioielli industriali accusasse un evento creditizio avverso, ammesso che mai e poi mai si arrivasse a tanto. Nei giorni scorsi, ad esempio, Francia e Germania hanno segnalato l’indisponibilità a seguire la Casa Bianca sulla strada della chiusura a Huawei per il 5 G, per cui i rischi scontati potrebbero essere stati sopravvalutati.

Obbligazioni Huawei, i cali

Ad ogni modo, guardiamo l’andamento dei bond in dollari. Il 2022, cedola 3,25% (ISIN: XS1567423501), ha perso lo 0,7% in meno di una settimana e attualmente rende il 3,88%. Il titolo in scadenza nel 2025, cedola 4,1250% (ISIN: XS1233275194), ha subito un calo più marcato, cioè del 2,8% in meno di un paio di settimane e offre oggi il 4,93%. Perde oltre il 3% dall’8 maggio scorso il bond 2026, cedola 4,1250% (ISIN: XS1401816761) con rendimento superiore al 5%. E, infine, accusa il -2,6% in poche sedute anche il 2027, cedola 4,0% (ISIN: XS1567423766), che rende il 5,38%.

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La società attualmente non è oggetto di alcun rating. Ai rendimenti odierni, possiamo affermare che gli spread lungo la curva delle scadenze rispetto ai Treasuries si attestino a circa 110 punti base per il triennale, a 270 bp per il 2026, a 275 bp per il 2026 e a oltre 300 bp per il 2027. Se considerassimo solamente come teorico il rischio di credito, dovremmo dedurne che le obbligazioni Huawei siano abbastanza redditizie rispetto al debito americano, compreso quello corporate, il cui rendimento medio per il comparto “investment grade” si aggira solamente a meno di 125 punti base al di sopra della corrispondente curva dei T-notes. In altre parole, specie per le scadenze dal 2026 in poi, Huawei si mostrerebbe allettante anche rispetto alle controparti private americane e i ripiegamenti obbligazionari di questi giorni sarebbero un’occasione da sfruttare per ottenere rendimenti più appetibili.

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